Il clima pre-elettorale rende già rovente l’atmosfera a Cerignola, dove si tornerà alle urne nella primavera 2027. Se l’ipotesi di ricandidatura del sindaco piddino uscente Franco Bonito, come auspicato pubblicamente dal segretario regionale Pd De Santis, ha spiazzato tanti nel campo largo, nel centrodestra la situazione è tumultuosa, sia all’interno dei meloniani che tra i vari partiti. La spaccatura insita in Fratelli d’Italia era apparsa evidente già poche settimane fa, quando si riunì il direttivo, alla presenza anche del coordinatore provinciale/consigliere regionale Giannicola De Leonardis, dell'altro eletto in Regione Nicola Gatta e dei parlamentari Giandonato La Salandra e Annamaria Fallucchi. Era emersa una divergenza forte di posizione tra il livello provinciale e il gruppo dei giannatempiani, ovvero quello guidato dall’ex sindaco Antonio Giannatempo e dal segretario cittadino FdI Franco Reddavide, che in tandem coi salviniani intende proporre come candidato sindaco Franco Decosmo. La riunione di FdI si concluse con l’impegno di Nicola Gatta di curare personalmente i rapporti coi civici e dar vita ad un tavolo che costringesse il partito cittadino a lavorare per la coesione di tutte le forze che sono all'opposizione rispetto a Bonito. Ha perciò lasciato interdetti la fuga in avanti di Reddavide, il quale ha convocato una riunione del centrodestra svoltasi mercoledì 29 luglio, a quanto pare senza essersi prima consultato con Foggia e col proprio consigliere comunale Nicola Netti. Un incontro politico “per iniziare i lavori propedeutici all’unità del centrodestra nella prossima tornata elettorale amministrativa”, ha scritto.
A quell’incontro non sono però andati né Forza Italia (il cui segretario cittadino Carlo Dercole era fuori città in vacanza) né Noi Moderati. C’erano, invece, le sole rappresentanze di Lega e UdC. Il botta e risposta che ne è seguito è stato cristallizzato nella sfilza di note stampa dei giorni scorsi, ma ancora oggi la tensione non è venuta meno. “FdI è una comunità, non un ring. A Franco Reddavide va riconosciuto il diritto di svolgere il proprio ruolo di segretario cittadino con autonomia, responsabilità e nel rispetto degli organismi del partito. Ogni valutazione sul suo operato spetta alle sedi competenti, non al dibattito mediatico. Le discussioni interne possono rafforzare un partito se vengono affrontate con lealtà e spirito costruttivo. Se, invece, diventano uno scontro pubblico permanente, il rischio è quello di indebolire l’intero centrodestra e regalare vantaggi agli avversari politici”, è stata la posizione espressa dal partito cittadino, cui ora replica uno dei parlamentari.
“Reddavide parla di ring? Reddavide è quello che ha disatteso le indicazioni del livello provinciale uscendo pubblicamente con una sua convocazione ad un tavolo che mi risulta essersi ridotto ad un tavolino da bar, un po’ come nel 2021 quando in qualche pizzeria quelli che a Cerignola chiamano “giannatempiani” contrastavano le linee date dai livelli provinciali”, tuona a l’Attacco il deputato meloniano La Salandra. “Ma il punto non è questo per quanto mi riguarda. Il punto è che idea abbia l’attuale partito locale su Cerignola e sul suo futuro governo. Ho posto a Reddavide domande precise su questioni importanti per la città. Non si può agitare il pannicello caldo dell’unità quando non si hanno le mani libere, e io so che se una dinamica non la contrasti o ti sta bene o ne sei parte. Io vorrei che il mio partito a Cerignola fosse leader di una coalizione ampia che veda i partiti del centrodestra lavorare con i consiglieri comunali che, sul lato opposto alla maggioranza di Bonito, hanno fatto opposizione. Sono stanco di vedere presentazioni di candidati sindaci con tanti simboli e poche liste. Sono stanco di vedere candidati sindaci che vogliono solo entrare in consiglio. A me tutto questo non sta bene, se a qualcuno interessa altro sono pronto a confrontarmi pubblicamente. Io non ho “debiti” per le regionali o congressuali”, conclude La Salandra.
E’ chiaro che quando i giannatempiani, salviniani e Reddavide parlano di “civismo di centrodestra” hanno in mente un nome previso, quello di Decosmo, che amministrava con Giannatempo sindaco e Natale Curiello presidente del consiglio comunale. Il rapporto a doppio filo non stupisce: Decosmo è colui che, nel congresso FdI dello scorso anno, fece le tessere a sostegno di Reddavide e che alle elezioni regionali diede una mano a Napoleone Cera per la rielezione. Luca Reddavide, Franco Reddavide e Natale Curiello alle elezioni europee supportarono Patriciello, che era il candidato sostenuto anche da Cera.
“Vogliono spaccare un fronte che si era creato prima del congresso FdI e che vedeva tutta l’opposizione a Bonito unita”, dicono alcuni meloniani a l’Attacco. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, in casa FdI, è stata proprio la convocazione della riunione da parte di Reddavide, dopo che Gatta aveva assunto l’impegno di lavorare per un tavolo unitario aperto ai consiglieri comunali anti Bonito.
Vista l’assenza di FI alla riunione ci sarebbe stato un tentativo di ottenere il commissariamento del partito cittadino azzurro: stando ai beninformati, infatti, proprio Reddavide avrebbe inviato un messaggio al coordinatore provinciale forzista Paolo Dell’Erba chiedendogli di commissariare perché il circolo si metteva contro. Questo spiega perché poi Dell’Erba sia intervenuto in difesa del proprio segretario Carlo Dercole. Schermaglie non da poco, perché la vera accusa recondita rivolta, dietro le quinte, ai giannatempiani dal resto di FdI e da FI è essere sempre stati contigui a Bonito, mai reali oppositori, tanto che tuttora c’è chi ribadisce che Giannatempo “diede i propri voti a Bonito al ballottaggio delle scorse comunali”. “Il tema principale oggi non è il candidato sindaco del centrodestra, quanto piuttosto la definizione del perimetro della coalizione”, dicono fonte interne evidenziando la distanza col gruppo Giannatempo-Decosmo-Reddavide-Curiello, sostenuto da Napy Cera. E oggi chi rischia il commissariamento è FdI, se è vero che è quanto voluto da Nicola Gatta.
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