Dopo la fine dell’amministrazione Colangelo a soli due anni dall’insediamento nel 2024, San Severo è sospesa tra la gestione commissariale del Comune e il ritorno alle urne della prossima primavera. L’Attacco ha ascoltato l’ex candidato sindaco Nazario Tricarico, che per primo aveva avvertito rispetto alle (scarse) possibilità di Colangelo di reggere la guida di Palazzo di città, come pure aveva palesato mesi fa dubbi sulla gara per l’affidamento del servizio di igiene urbana, che partiva dall’importo di 24.459.870,14 euro, aggiudicata a SB Ecology srl dei Balestrieri di Gragnano, in ati con Ecologia Citti srl di Viterbo. Ecco l’intervista.
L’ha sorpresa apprendere che da parte dei Carabinieri del Nucleo operativo di Bari ci sarebbe stato un accesso agli atti della gara dei rifiuti? Lei a giugno scorso pubblicò un video in cui evidenziava le sue perplessità sulla procedura.
Non mi ha affatto stupito. Chiaramente non c’è, almeno per quanto mi riguarda, una pregiudiziale nei confronti dell’impresa che si è aggiudicata l’appalto, ma è stata una gara che aveva dato luogo già dalle battute iniziali ad una serie di perplessità.
Mesi fa, essendo curioso, acquisii informazioni pubbliche e ravvisai tutta una serie di criticità che sapevo avrebbero avuto un riflesso negativo per la città. Mi riferisco in primis alla questione ribasso. Il settore è sensibile, un’amministrazione seria attenziona preventivamente la procedura con trasparenza, adottando tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione. La sindaca Colangelo e l’assessore Di Scioscio non sono stati in grado di governare con competenza il percorso, era ovvio che sarebbero intervenuti altri.
È vero che il servizio dei rifiuti appare al momento insoddisfacente?
Diciamola tutta: il bilancio della privatizzazione del servizio è storicamente in perdita, qualitativa e quantitativa. Però, quello che stiamo vedendo a San Severo in queste settimane è forse il punto più basso mai raggiunto e dipende, secondo me, dall’assoluta mancanza di atti d’indirizzo e controllo di chi c’era prima del prefetto Cappetta. A peggiorare il quadro una frizione tra le imprese per il passaggio di consegne. Tutto questo va comunque inquadrato rispetto a considerazioni più generali. Negli anni il servizio di igiene urbana è diventato un ecosistema a parte, con regole e anomalie proprie. I cittadini sono legittimamente arrabbiati: pagare le tasse per continuare ad avere la monnezza sotto casa è inaccettabile.
Aveva sentito i rumors di presunte pressioni malavitose su alcuni consiglieri comunali affinché non facessero cadere l’amministrazione Colangelo?
In città la gente mormora ed è difficile che ci siano mormorii basati sul niente. Ritengo che debba essere fatta chiarezza, soprattutto da parte di chi ha amministrato la città. Mi lascia perplesso questo silenzio della ex sindaca, che dopo una notizia del genere – seppure a livello di ipotesi o di rumors – avrebbe dovuto fare qualche dichiarazione.
Ci furono, secondo lei, tentativi di infiltrazione durante i dieci anni di Miglio?
Fui, com’è noto, avversario di Miglio ma ho l’onestà di ammettere che si trovò ad affrontare nel triennio 2015-2018 un periodo drammatico, con una recrudescenza criminale senza precedenti. Storicamente la piccola criminalità locale ha sempre avuto una certa prossimità alla politica, attraverso il diretto sostegno elettorale, in alcuni momenti in modo più organico, in altri momenti in modo più latente. Nei dieci anni di Miglio si è vista una cosa un po’ diversa, con criminali che hanno cercato di condizionare esternamente l’intera comunità, non solo il Palazzo, attraverso un clima di profonda insicurezza: bombe, omicidi, estorsioni. Non ho elementi per escludere che ci siano stati tentativi di infiltrazione classica ma quella stagione la ricordo più come uno scontro di natura “politica”. Ad un certo punto la mafia locale iniziò a dire: qui comandiamo noi. Fortunatamente, con l’operazione Ares (2019, ndr), questa strategia fu miracolosamente bloccata dallo Stato.
San Severo rischiò il medesimo iter di tutte le altre grandi città di Capitanata, ovvero l’invio della commissione di accesso che avrebbe potuto condurre allo scioglimento del consiglio comunale?
Che io sappia, questa eventualità fu scongiurata dalla mancanza di elementi oggettivi. E questo si ricollega a quanto dicevo prima: la criminalità ne ha fatto una questione politica, nel senso proprio di competizione con il Palazzo nel governo del territorio. Potrà sembrare un assurdo, sembra quasi comica come dinamica se non fosse che ha lasciato parecchi morti ammazzati per strada. Nei dieci anni Miglio ci fu una guerra tutta interna della mafia locale sanseverese, collegata a quella foggiana. Non percepivano il Comune come qualcosa da infiltrare, lo consideravano qualcosa a cui sottrarre credibilità per governare il territorio. Infatti, almeno per quanto mi riguarda, la scelta fu quella di difendere le istituzioni contro questa strategia tesa a delegittimarla. E Miglio questo lo sa bene, ecco perché ci siamo sempre rispettati nonostante la mia feroce opposizione su altri ambiti amministrativi.
Il centrodestra sostiene che vi fu una “tutela politica” di cui godette Miglio. Lei cosa ne pensa?
Il coefficiente simpatia credo abbia qualche valenza in questi ambiti ma non parlerei di tutela. Credo piuttosto che chi era sulla torretta di osservazione abbia colto che, rispetto a Foggia ad esempio, la criminalità sanseverese fosse più interessata al territorio che a Palazzo di città. Il resto lo fece Miglio che, detto tra noi, è stato sempre estremamente scaltro nel disinnescare certe rogne. Il centrodestra, di contro, avrebbe dovuto dare qualche spiegazione rispetto a quanto avvenuto in precedenza, perché i casini del 2015-2018 erano la conseguenza di anni di passiva accettazione della prepotenza criminale in città. Dovremmo parlare di tutela anche in quel caso allora? Si tratta di dinamiche che esondano dalle battute di spirito.
Crede che possano esserci stati tentativi di condizionamento mafioso negli ultimi due anni?
Non ho elementi di cui sono a conoscenza diretta, ma osservando il grado di debolezza politica e di incompetenza amministrativa non posso escludere che la criminalità “post Ares” abbia potuto avere una maggiore libertà di movimento.
Seguendo le operazioni della Squadra Stato e leggendo le ultime relazioni della DIA, quale idea si è fatto sullo stato di salute della mafia a San Severo?
È in ottima salute e continuerà a riemergere, nonostante l’attività della Squadra Stato. E questo non è pessimismo, si tratta di una considerazione che parte da un mio preciso punto di vista sull’argomento: occorre affrontare il problema alla radice e quella radice è il disagio sociale in cui versano fette enormi della società. La repressione agisce come un antibiotico, la questione aperta riguarda le gravi carenze del fronte preventivo.
Quanto pronosticava che sarebbe durata l’amministrazione Colangelo?
Avevo avvisato la città. Nel 2024 dissi: state mettendo una Ferrari nelle mani di una bambina di sette anni. Rimediai feroci critiche, perché fecero passare il concetto di un mio presunto rancore nei confronti di Colangelo. Al netto di questa stupidaggine, è sentimento che non mi appartiene, sapevo perfettamente che con l’elezione di Lidya a sindaca sarebbe andato in scena un film demenziale alla Leslie Nielsen tipo “l’aereo più pazzo del mondo”. Ora c’è la processione di quelli che mi dicono “avevi ragione”. Molto triste averla a posteriori.
Cosa registra rispetto al lavoro del mondo politico in vista delle elezioni comunali del 2027?
Molto narcisismo. E lo dico con la consapevolezza di essere il primo ad esserne sopraffatto. C’è poi una questione di qualità. Per utilizzare una felice espressione della professoressa Fanizza dell’Università di Foggia, si tratta di “vuoto al centro”. Questo non significa però che non ci siano buone individualità. Ci sono alcune personalità sulle quali si può investire una certa fiducia, a patto che si abbia il coraggio di fare scelte coraggiose. In primis, portare una squadra di governo priva di eletti e soggetti che di mestiere fanno i politici. Pulizia nelle liste, competenze reali, politici solo in consiglio. Per il resto, un governo - ripeto - di persone competenti. Un governo di salute pubblica.
Qualcuno pensa che lei possa essere tra i candidati sindaci del prossimo anno. È un’ipotesi possibile?
Assolutamente no. Ho già dato. Me lo chiedono in tanti, ma ho sempre declinato. Non reggo i tradimenti e ho una caratteristica che mi rende inconciliabile con la politica: dico quello che penso. Sono divisivo e poi sono anche un po’ fesso. Ingenuo nel senso politico del termine, non capisco i giochi di palazzo, non li so interpretare e poi faccio politica per una questione estetica. Vedo cose che non mi piacciono e voglio modificarle. Per fare questa cosa non devi fare il politico, devi condizionare il dibattito. A modo mio, ci riesco con una certa facilità. Per dirla alla Sorrentino “il potere di far fallire le feste”. Questo mi basta, conta più di una fascia da sindaco.
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