Presidenze degli enti Parco: manovre centrodestra per far nominare veri candidati Raf di Mauro e Nicola Loizzo
Tace l’imprenditore turistico di Rodi Garganico Vincenzo D’Errico, il cui fascicolo relativo alla proposta di nomina alla presidenza del Parco nazionale del Gargano è bloccato alle commissioni ambiente di Camera e Senato. Non c’è ancora alcuna notizia delle audizioni, che precederanno il parere delle commissioni. L’Attacco ha provato invano ieri a contattare D’Errico, il nome su cui lo scorso anno a sorpresa l’allora presidente della Regione Michele Emiliano espresse l’intesa col ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin. La furbizia politica di Emiliano beffò il centrodestra, che nel presentare le due terne di candidati per le presidenze dei Parchi nazionali del Gargano e dell’Alta Murgia pensava di non incorrere in sorprese. Com’è noto in Capitanata, il vero uomo su cui puntava il centrodestra provinciale era quello dell’attuale commissario straordinario Raffaele di Mauro, mentre furono inseriti come riempitivi gli altri due nominativi: la sannicandrese Tiziana Casavecchia, ex vicesindaca di Vico del Gargano durante l’amministrazione Sementino, e D’Errico, con trascorsi nel M5S e poi approdato in Forza Italia al seguito dell’amico deputato Giorgio Lovecchio. La stessa logica fu seguita per l’Alta Murgia, dove il vero candidato su cui la coalizione puntava era (ed è) quello dell’attuale commissario Nicola Loizzo, legato al commissario regionale di Fratelli d’Italia e sottosegretario del governo Meloni, Marcello Gemmato. Stando a quanto trapela dal partito della presidente del Consiglio, Colucci andava bene invece all’europarlamentare Francesco Ventola e ad alcuni sindaci. Ecco il perché dei tentativi tutti interni di impallinare sia D’Errico che Colucci: rispetto al primo è arrivata mesi fa da eletti di Forza Italia la segnalazione di presunti conflitti di interessi (per tre sue società del comparto turistico-ricettivo operanti in area Parco, non dichiarate nel curriculum inviato al momento della candidatura), mentre per il secondo è giunta da eletti di Fratelli d’Italia l’eccezione di una presunta mancanza dei requisiti richiesti dalla legge quadro sulle aree protette, che disciplina il conferimento della presidenza dell’ente Parco (perchè finora avrebbe svolto solo mansioni impiegatizie di natura contabile).
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