Legambiente “ GAIA” di Foggia e ARCI “ Maria Schinaia” lanciano l’allarme sul forte aumento degli incendi di sterpaglie che, dalle prime settimane di giugno, stanno interessando le aree rurali e periurbane del territorio. Temperature elevate, siccità e mancata manutenzione dei terreni incolti stanno creando condizioni estremamente favorevoli alla propagazione delle fiamme. I roghi nelle aree periurbane non sono episodi marginali: rappresentano un serio pericolo ambientale e sanitario anche perché con il cambiamento climatico gli incendi saranno sempre più frequenti e devastanti ed occorre agire subito. Sappiamo che questi fenomeni si ripeteranno ogni estate, e con il riscaldamento globale saranno sempre più intensi e devastanti. Non possiamo farci trovare impreparati. La situazione è stata aggravata dal vasto incendio del 19 giugno lungo la Statale 16, dove un capannone di una ditta di trasporti è andato a fuoco, generando una densa nube nera visibile da chilometri. Non si conoscono, al momento, le cause dell'incendio.

Adesso finalmente anche la Regione Puglia si è unita alle danze. Dopo mesi di denunce, esposti, richieste di intervento e polemiche, la vicenda di Baia Zaiana compie un nuovo passo e assume contorni sempre più istituzionali. Gli uffici regionali hanno infatti chiesto formalmente al Comune di Peschici di relazionare con urgenza sulla situazione denunciata dal WWF Foggia e sugli adempimenti adottati rispetto all’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi emessa nell’aprile del 2025. Con una nota, firmata dalla Sezione Urbanistica - Servizio Osservatorio Abusivismo e Usi Civici della Regione Puglia (partita in seguito alla segnalazione inviata dall’associazione ambientalista) si assiste così al primo atto ufficiale con cui Bari entra direttamente nella vicenda. Nel documento si invita il Comune a fornire una relazione puntuale sulle contestazioni sollevate e sugli eventuali esiti dei procedimenti attivati ai sensi del Dpr 380 del 2001, allegando sia l’appello del WWF sia l’ordinanza comunale di demolizione. Un passaggio che gli ambientalisti leggono come un segnale importante: “La Regione ha preso formalmente in carico la vicenda e ha chiesto conto di quanto sta accadendo”, afferma a l’Attacco Maurizio Marre se, presidente del WWF Foggia. “Per la prima volta si stanno muovendo le acque. È un segnale significativo, anche se adesso bisognerà capire se il Comune risponderà e soprattutto cosa accadrà dopo”. Il riferimento è alla strada cementata che conduce alla spiaggia di Baia Zaiana, al centro da mesi di contestazioni e procedimenti amministrativi. Una vicenda che, secondo il WWF, rappresenta uno dei casi più emblematici di trasformazione abusiva all’interno di un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e ambientali e ricadente nel territorio del Parco Nazionale del Gargano. L’ambientalista, pur accogliendo positivamente l’intervento regionale, invita però alla cautela: “È un segnale importante, ma adesso servono fatti. In passato è già capitato che la Regione chiedesse riscontri, senza che poi si arrivasse a una soluzione concreta. Il rischio è che tutto si trasformi nell’ennesimo muro di gomma”. Per il presidente del WWF Foggia, la differenza stavolta è che “si stanno accumulando prese di posizione istituzionali che vanno tutte nella stessa di rezione: prima la Soprintendenza, adesso la Regione. È difficile continuare a far finta che il problema non esista”. Proprio su questo aspetto insiste anche la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosa Barone, che torna a chiedere un confronto pubblico tra tutti i soggetti coinvolti.

Gli incendi sono una piaga che la provincia di Foggia vive sulla propria pelle, con notevole frequenza durante l’estate e nel 90% dei casi provocati dalla mano dolosa dell’uomo. Il recente incendio verificatosi nel campo nomadi in via San Severo, alla periferia di Foggia, rappresenta una tragedia ambientale e sociale per l’intera città. Ma che era annunciata. Già nel 2021, il WWF Foggia aveva lanciato un grido d’allarme, rimasto inascoltato, sulle discariche a cielo aperto disseminate agli ingressi della città: quelle di via San Severo e di via Manfredonia. “Il problema è che dobbiamo mettere sempre le pezze a colori, quando invece bisognerebbe fare un’attenta prevenzione”, ha ripreso a l’Attacco il presidente Maurizio Marrese. “C’è una chiara sottovalutazione del problema da parte delle amministrazioni locali”, punta il dito l’ambientalista. La discarica abusiva in via San Severo ha sempre richiamato l’attenzione dell’organizzazione perché “sembrava che i rom facessero un’attività a fini di lucro. Ogni giorno, furgoni e camion andavano a scaricare i rifiuti sul campo, probabilmente pagando”, denuncia Marrese. Il presidente del WWF Foggia insiste sulla superficialità degli interventi istituzionali. “L’incendio è cominciato venerdì, ma lunedì mattina c’erano ancora focolai accesi, per cui ho chiamato io stesso i vigili per spegnerli”, continua. “Ora ci aspettiamo delle risposte da parte del Comune”. L’appello rivolto all’Amministrazione chiede di: procedere all’immediata bonifica dell’area interessata dall’incendio; garantire assistenza e tutela agli animali sopravvissuti, in collaborazione con le associazioni animaliste; avviare un monitoraggio sistematico di tutte le discariche abusive presenti sul territorio comunale; predisporre un protocollo permanente di prevenzione, controllo e messa in sicurezza delle aree degradate, coinvolgendo enti competenti, forze dell’ordine e associazioni ambientaliste. “Non è una situazione facile, lo sappiamo, ed è per questo che abbiamo sollecitato l’apertura di tavoli per affrontare queste emergenze e costruire protocolli operativi”, conclude Marrese. Il WWF Foggia, in una nota stampa, ha espresso profondo dolore, indignazione e preoccupazione per quella che è una vera e propria catastrofe ambientale e sociale. “Tra le vittime vi sono numerosi animali randagi, rimasti intrappolati tra i rifiuti e morti bruciati vivi. Una tragedia che scuote le coscienze e che rappresenta il simbolo del degrado che da troppo tempo affligge le periferie della nostra città. Altri animali sono sopravvissuti, ma versano in condizioni drammatiche e stanno ricevendo cure esclusivamente grazie allo straordinario impegno dei volontari delle associazioni animaliste, che ancora una volta stanno supplendo alle gravi carenze delle istituzioni con dedizione, competenza e immensa umanità”, si legge.

Il Comune di Manfredonia compie un nuovo passo verso la costituzione di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) a Borgo Mezzanone. È stato infatti approvato lo schema di accordo di cooperazione tra il Comune e Aforis, soggetto del Terzo Settore che affiancherà l’ente nel percorso di candidatura all’avviso pubblico della Regione Puglia dedicato alle comunità energetiche. Gian Maria Gasperi, fondatore e amministratore del gruppo Aforis, ha spiegato a l’Attacco come “la Comunità Energetica Rinnovabile è legata all’aggregazione di soggetti, quali persone fisiche, imprese, soggetti del Terzo Settore, purché dotati di una personalità giuridica e collegati con delle utenze energetiche ad una stessa cabina primaria”. Un’aggregazione che si ispira ad un principio di Aforis e che intende “ipotizzare insieme ai grandi impianti la cosiddetta generazione distribuita, ovvero realizzare piccoli impianti a servizio di utenze immediatamente vicine al punto di produzione energetica, in modo tale da evitare dispersioni dell’energia che normalmente e inevitabilmente si realizzano quando dal punto di produzione occorre trasferire l’energia elettrica al punto dove si utilizza”, continua Gasperi. “Adesso, con le comunità energetiche il principio si è ulteriormente allargato, nel senso che sono state ipotizzate delle aggregazioni più estese, che possono interessare territori anche molto rilevanti, purché accomunati dalla stessa cabina primaria”, conclude l’ambientalista. “Dopodiché, in quella zona e con quella cabina, saranno realizzati al servizio dei soggetti che aderiranno impianti prevalentemente fotovoltaici, nel caso di Borgo Mezzanone sul tetto della parrocchia, della Pro Loco, della Camera del Lavoro, della CGIL o di altri privati, al fine di abbassare il costo dell’energia e di avere degli incentivi da parte del Gestore dei Servizi Energetici”. Il patron di Aforis ha però precisato come le CER non sostituiscano, e non possano sostituire, i grossi impianti. “È un modo per complementare le soluzioni energetiche compatibili perché si va ad ottimizzare la produzione e il consumo”, sottolinea. Sulla diffusione delle CER in Capitanata, Gasperi esprime un giudizio netto: “Siamo ancora molto in ritardo, non abbiamo grandi esperienze”, ma questo, come affermato dall’ambientalista, “si potrebbe anche mettere in relazione al fatto che ci troviamo di fronte ad una realtà che ha conosciuto nel tempo, a cominciare dagli inizi degli anni 2000, il boom dei grandi impianti”. E presenta un dato inequivocabile: “La provincia di Foggia è la prima in Italia per produzione di energia eolica ed è la seconda per produzione di energia fotovoltaica”.

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