Dopo la Soprintendenza, la Regione incalza il Comune sull’opera abusiva. A rischio ora anche la Bandiera Blu?

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Adesso finalmente anche la Regione Puglia si è unita alle danze. Dopo mesi di denunce, esposti, richieste di intervento e polemiche, la vicenda di Baia Zaiana compie un nuovo passo e assume contorni sempre più istituzionali. Gli uffici regionali hanno infatti chiesto formalmente al Comune di Peschici di relazionare con urgenza sulla situazione denunciata dal WWF Foggia e sugli adempimenti adottati rispetto all’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi emessa nell’aprile del 2025. Con una nota, firmata dalla Sezione Urbanistica - Servizio Osservatorio Abusivismo e Usi Civici della Regione Puglia (partita in seguito alla segnalazione inviata dall’associazione ambientalista) si assiste così al primo atto ufficiale con cui Bari entra direttamente nella vicenda. Nel documento si invita il Comune a fornire una relazione puntuale sulle contestazioni sollevate e sugli eventuali esiti dei procedimenti attivati ai sensi del Dpr 380 del 2001, allegando sia l’appello del WWF sia l’ordinanza comunale di demolizione. Un passaggio che gli ambientalisti leggono come un segnale importante: “La Regione ha preso formalmente in carico la vicenda e ha chiesto conto di quanto sta accadendo”, afferma a l’Attacco Maurizio Marre se, presidente del WWF Foggia. “Per la prima volta si stanno muovendo le acque. È un segnale significativo, anche se adesso bisognerà capire se il Comune risponderà e soprattutto cosa accadrà dopo”. Il riferimento è alla strada cementata che conduce alla spiaggia di Baia Zaiana, al centro da mesi di contestazioni e procedimenti amministrativi. Una vicenda che, secondo il WWF, rappresenta uno dei casi più emblematici di trasformazione abusiva all’interno di un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e ambientali e ricadente nel territorio del Parco Nazionale del Gargano. L’ambientalista, pur accogliendo positivamente l’intervento regionale, invita però alla cautela: “È un segnale importante, ma adesso servono fatti. In passato è già capitato che la Regione chiedesse riscontri, senza che poi si arrivasse a una soluzione concreta. Il rischio è che tutto si trasformi nell’ennesimo muro di gomma”. Per il presidente del WWF Foggia, la differenza stavolta è che “si stanno accumulando prese di posizione istituzionali che vanno tutte nella stessa di rezione: prima la Soprintendenza, adesso la Regione. È difficile continuare a far finta che il problema non esista”. Proprio su questo aspetto insiste anche la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosa Barone, che torna a chiedere un confronto pubblico tra tutti i soggetti coinvolti.

“La tutela di un bene paesaggistico di pregio come la spiaggia di Baia Zaiana non può più aspettare”, commenta. “Gli uffici regionali hanno chiesto al Comune di Peschici di relazionare su quanto esposto nell’appello del WWF e sul perché non sia ancora stata eseguita l’ordinanza comunale dell’aprile 2025. Parliamo di un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e ambientali e ricadente nel Parco del Gargano, che va preservata”. Barone ricorda come già lo scorso anno, su sua richiesta, si fosse tenuta un’audizione in Commissione Ambiente, durante la quale era stata evidenziata la necessità di un tavolo tecnico con Soprintendenza ed Ente Parco per individuare le modalità di ripristino dell’area.

A distanza di oltre dodici mesi, però, la situazione appare sostanzialmente immutata: “Le problematiche sembrano essere le stesse e non sembrano esserci passi avanti”, sottolinea la consigliera pentastellata. Per questo motivo ha già depositato una nuova richiesta di audizione coinvolgendo gli assessorati regionali competenti, il Comune di Peschici, il Parco del Gargano, la Provincia di Foggia e le associazioni ambientaliste. La consigliera grillina auspica che la nuova audizione venga calendarizzata rapidamente “per comprendere quali siano gli ostacoli che stanno rallentando il procedimento e individuare una soluzione definitiva per preservare Baia Zaiana”.

Nei mesi scorsi la Soprintendenza era già intervenuta chiedendo chiarimenti e richiamando la necessità di procedere con il ripristino dello stato dei luoghi. Adesso è la Regione a chiedere spiegazioni al Comune e il WWF non esclude ulteriori iniziative qualora la situazione dovesse rimanere bloccata. “Il paradosso”, rileva Marrese, “è che sono intervenuti negli anni diversi enti, dai Carabinieri alla Guardia Costiera, fino allo stesso Comune, che ha emesso un’ordinanza di demolizione. Malgrado tutto, però, siamo ancora qui a discutere di una situazione che avrebbe dovuto essere risolta da tempo”.

Come se non bastasse, il WWF Foggia ha segnalato il caso alla Foundation for Environmental Education (FEE), l’organismo internazionale che assegna le Bandiere Blu. “Abbiamo ritenuto doveroso portare la situazione alla loro attenzione”, conferma Marrese. “Ci hanno risposto che approfondiranno la segnalazione e valuteranno la documentazione trasmessa”. Nessuna conseguenza immediata, sia chiaro. Ma il fatto che una controversia legata a presunti abusi edilizi e alla mancata esecuzione di un’ordinanza di demolizione sia finita anche sul tavolo dell’ente che certifica la qualità ambientale delle località balneari aggiunge un ulteriore elemento di pressione.

Mentre l’estate entra nel vivo e Baia Zaiana continua ad accogliere bagnanti e turisti, la disputa si sposta dunque nelle stanze della Regione, dove, dopo mesi di silenzi e rimpalli, qualcuno ha finalmente deciso di chiedere conto di ciò che sta accadendo.

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