L’assessore Galasso verso presidenza Asset, fredde reazioni nel campo largo foggiano: una sintonia mai nata

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Sarà di nuovo Bari la sede di lavoro dell’ingegnere Pino Galasso? L’attuale assessore del Comune di Foggia, ingegnere e collega di Antonio Decaro dai tempi di Anas, è indicato dai beninformati come la persona cui il presidente della Regione pensa quale nuovo vertice di Asset, l’Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio, al posto dell’emilianista Elio Sannicandro. Significherebbe l’addio alla giunta Episcopo, dove Galasso siede dalla fine del 2023, ovvero da quando il campo largo progressista trionfò nel capoluogo daunio e Decaro inviò in propria rappresentanza il fedele amico a fare il “super assessore”. Arrivò nell’esecutivo cittadino come l’unico vero esperto in mezzo a tanti neofiti e fu proprio la competenza maturata nei felici anni con Decaro sindaco al Comune di Bari a fargli attribuire le esorbitanti deleghe all’urbanistica e ai lavori pubblici. Quasi tre anni dopo il giudizio sul suo operato, all’interno della stessa maggioranza, è generalmente deluso: i più buoni parlano di “carico eccessivo di lavoro” per tentare di giustificarne gli insoddisfacenti risultati dell’Area tecnica da lui diretta; i più franchi ammettono che colui che avrebbe dovuto dare lezioni ai colleghi di giunta non è stato affatto il più brillante, come si pensava all’inizio.

Poco o per nulla amato nella coalizione – con diffuse critiche levatesi in primis dal M5S del presidente della commissione ambiente e territorio Giovanni Quarato ma trapelate anche da altre forze politiche – l’ingegnere non è mai riuscito a farsi apprezzare nemmeno dalle organizzazioni di categoria, a partire dal mondo degli edili. Lo stallo sul PUG (Piano urbanistico generale), il caos sul social housing, i tanti milioni di euro persi sui progetti PNRR rendono oggi assai poco lusinghiero il bilancio del suo settore. La lunghissima verifica di maggioranza, durata oltre un anno e mezzo, ha avuto come risultato, pochi mesi fa, il suo ridimensionamento, chiesto a gran voce dal campo largo e concretizzatosi nel ritorno all’incarico assessorile dell’architetto Michele Salatto, cui è andata l’urbanistica. Soprattutto, in questi anni ha colpito la distanza che progressivamente si è acuita e si è resa più evidente tra Galasso e il Pd foggiano: per quanto espressione di Decaro, l’assessore è apparso sempre scollegato al partito, un corpo estraneo.

Ecco perché oggi, da più parti della maggioranza, i rumors relativi alla possibilità che possa tornare a Bari per guidare Asset lasciano tutti freddi. “Decaro vuole un proprio fedelissimo, cosa è avvenuto e cosa non è stato fatto a Foggia non interessa”, dice a l’Attacco una fonte interna al campo largo. Del resto Galasso ogni giorno posta Decaro”, come a dire che la professione di fede e vicinanza è costante. “Non ci ha detto nulla rispetto all’ipotesi di Asset, non sappiamo cosa avverrà”, fa eco un amministratore comunale. Il mancato stupore, a Palazzo di città, di fronte a tale prospettiva si spiega anche con la consapevolezza, sin da subito, che il rapporto tra Galasso e Decaro avrebbe prevalso sempre su qualsiasi altra cosa: non a caso, quando si seppe del suo approdo nella giunta Episcopo, gli analisti parlarono di un “prestito”, finalizzato a dare una mano alla neonata amministrazione comunale (la prima partorita dal campo largo) ma, inutile negarlo, soprattutto a garantire una postazione decariana di peso a Foggia. C’è quindi da chiedersi se, nel caso davvero Galasso saluterà l’esecutivo cittadino, Decaro indicherà un’altra personalità di sua diretta emanazione.

C’è poi un altro tema. Quel che ora appare chiara è la difficoltà per Decaro nel comporre il nuovo scacchiere regionale. Dietro l’imminente tornata di nomine nelle agenzie e negli enti partecipati c’è, infatti, una complessa concatenazione di cui tener conto. E’ indubbio che il presidente debba fare un ragionamento che tenga conto delle varie postazioni nel loro insieme, per gli equilibri da rispettare. Se davvero Decaro chiamasse in Asset il proprio fedelissimo Galasso come dovrebbe comportarsi rispetto alla società in house Sanitaservice, dove il Pd piemontesiano vuole mantenere il viestano Angelo Tomaro e i contiani invece sognano il ritorno del docente Unifg Massimo Russo? Una matassa che è resa ancor più ingarbugliata dalla delicata fase che sta interessando il presidente della Provincia e sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti e l’ex assessore regionale al turismo Graziamaria Starace. Il rapporto tra i due e Decaro è una delle dinamiche che inevitabilmente incidono nel mettere mano alle nomine relative alla Capitanata.

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