Sotto pressione sveliamo noi stessi

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Quando desideriamo ardentemente vivere senza difficoltà, ricordiamoci che le querce crescono forti con venti contrari e i diamanti si formano sotto pressione" (Peter Marshall). Bellissima questa citazione del famoso attore britannico, il quale spiega che quando veniamo messi sotto pressione, quando siamo al limite della sopportazione è lì, in quel momento che mostriamo realmente il nostro carattere.

Emerge la nostra capacità di gestire una situazione critica, in questo caso come reagiamo? Che soluzione attuiamo? Analogamente la quercia che è tra gli alberi più forti, diventa così nel tempo grazie alle intemperie, fortifica le proprie radici, sviluppa resilienza. Il legno di questa pianta resiste all'acqua, viene utilizzato per costruzioni e botti.

Stessa cosa anche il diamante, che rappresenta la bellezza, il lusso, la ricchezza, ha bisogno di tempo, di miliardi di anni per formarsi all'interno della roccia. Quest'ultima viene fusa dal mantello terrestre grazie alla pressione e al calore che lo trasforma da carbonio in diamante. 

Concetti diversi, che provengono da esperienze diverse ma che riconducono allo stesso senso di vita. Anche in medicina il sangue ha bisogno di un'adeguata pressione per essere spinto dal cuore in tutto il resto del corpo. Una volta spinto incontra le resistenze dei tessuti, dei vasi, arterie e vene; quanto più il vaso è piccolo tanto più aumenta la pressione arteriosa, come ci insegna la fisica.

È interessante sapere che quando cambiamo posizione nello spazio, modifichiamo la nostra postura, mettiamo in atto particolari recettori sensibili a questi cambiamenti: i barocettori. Dove sono presenti? Li troviamo negli atri del cuore, nella vena cava, nei seni cavernosi e nell'arco aortico. Sono recettori elastici che rispondono allo stiramento, cioè quando il vaso si dilata, aumenta la tensione e attiva il riflesso barocettivo che fa intervenire il sistema nervoso autonomo.

Se i barocettori sono iperstimolati, vuol dire che il vaso si dilata e la pressione aumenta, questo innesca l'attivazione del parasimpatico per ridurre la pressione. Viceversa se il vaso è deteso, riduce il riflesso barocettivo che attiva il sistema ortosimpatico che fa aumentare la pressione. Ovviamente funzionano anche a riposo perché l'obiettivo è garantire l'omeostasi del corpo cercando di mantenere i valori pressoché costanti.

Un'altra informazione importante è che i barocettori viaggiano lungo il nono nervo cranico, chiamato glossofaringeo e il vago, che sarebbe il decimo nervo cranico. Entrambi i nervi fuoriescono dal forame lacero posteriore, un forellino che si trova tra l'occipite e il temporale. È per questo motivo che quando abbiamo tensione muscolare nella zona cervicale, o problematiche della lingua,  problemi posturali o viscerali, per esempio di stomaco, potremmo avere "vertigini o sbandamenti" quando passiamo dalla posizione supina a quella seduta, oppure dalla posizione seduta a quella ortostatica. 

La situazione diventa più complicata soprattutto nei pazienti che hanno subito un intervento chirurgico. Potrebbe trattarsi di una protesi d'anca o di uno stent coronarico, in entrambi i casi (nel secondo la situazione è più complessa) il paziente avrà un'alterazione del riflesso barocettivo, perché quanto più il paziente è rimasto per via dell'ospedalizzazione in posizione supina, tanto più i recettori risponderanno più lentamente ad attuare la risposta di modifica e correzione. 

La buona notizia è che questa capacità può essere ri-allenata, proponendo al paziente piccoli cambi posturali, più volte al giorno, inizialmente per poco tempo, nel primo periodo solo in assenza di gravità, ovvero provando a passare dalla posizione supina a quella assisa.

Oltre a questo tipo di pressione esiste quella psicologica; mente e corpo non si possono separare, per questo quando siamo molto stressati, produciamo ormoni come adrenalina e noradrenalina che aumentano la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca per preparare il corpo ad una reazione di attacco o fuga. Per ridurre questo meccanismo basta individuare una zona o un momento di decompressione, che può essere un'ora di nuoto, una passeggiata con il cane, una cena con gli amici.

Molto utile è l'osteopatia somato-emozionale perché non solo toglie tensioni fisiche e posturali, ma aiuta a ristabilire l'omestasi del corpo, della mente e delle emozioni . "Ti sei mai chiesta perché le corde suonano? Fanno resistenza alla pressione. E’ da quella resistenza che nasce la musica. Proprio come nella vita: è dalla capacità di resistere alla pressione degli eventi che nascerà la tua musica migliore" (Massimo Gramellini e Chiara Gamberale).

*Fisioterapista Osteopata

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