Collagene, istruzioni per l’uso Tipi, concentrazione e peso molecolare per i trattamenti

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Non so se ricordate, ma lo scorso anno nell’edizione del 20 maggio, qui nella mia rubrica Sani e Salvi, pubblicai un articolo sul collagene. Il titolo era: “Gli integratori al collagene, la proteina elastica fondamentale per riparare i danni della pelle”. Esordivo focalizzando del perché dell’interesse e della concentrazione degli studi del collagene negli ultimi anni.

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato i benefici dell'integrazione idrolizzata di collagene nel migliorare i segni dell'invecchiamento cutaneo. Gli integratori di collagene ora sono diventati un trattamento popolare e alla moda nel mondo della salute della pelle. L'invecchiamento della pelle è diventato una preoccupazione ricorrente anche per i più giovani, principalmente a causa dell'aumento dell'aspettativa di vita. 

Negli ultimi mesi, in conferenze con giovani e associazioni benefiche e culturali di varia età, mi faccio divulgatrice di notizie relative a sani stili di vita e di notizie riguardo la salute poco conosciuti o mal divulgati. L’obiettivo non è aumentare l’aspettativa di vita ma l’aspettativa di vita sana. Ciò dipenderà da quanto tempo diamo alla genetica di esprimersi al meglio piuttosto che al peggio e tutto inizia già dalla giovane età!

Le aspettative di vita non soddisfano più solo l’aumentare del tempo, ma l’esigenza è sul come si vivrà, auspicando nella salute e giovinezza di tutte le strutture corporee e mentali. In questo contesto, l'uso di nutricosmetici come integratori è aumentato negli ultimi anni. Uno fra tanti di cui io sono una fautrice e sostenitrice è proprio il collagene. Riprendo questo argomento sotto un’altra forma, ma vi invito a rileggere quel mio articolo perché descrive alcuni aspetti salutari che le ricerche scientifiche in campo hanno raggiunto e constatato.

Sono stata invitata ad un evento organizzato dalla dott.ssa Mazzarella, uroginecologa, esperta di menopausa con una conoscenza approfondita di medicina estetica e funzionale dei genitali. L’8 marzo un evento formativo per “celebrare” la “festa della donna”. Mission: divulgare i benefici che l’assunzione del collagene può avere sui sintomi della menopausa. Perché voglio parlare di questo evento? Perché l’idea di fare cultura e formazione per la salute nella giornata dell’8 marzo è un modo edificante di pensare alla donna. Io non ho mai festeggiato questa “festa”, in realtà mi ha sempre molto irritata. 

Avevo 11 anni quando la prof.ssa Gertrude Fraracci, nella stessa scuola dove io oggi insegno, ci parlò del vero significato di questo giorno. L’8 marzo non rappresenta un modo come un altro per festeggiare, ma un momento di riflessione! Partiamo dal presupposto che il suo vero nome è Giornata internazionale dei diritti delle donne.

Quindi è evidente che non dà l’idea di uscire e fare notte brava come diritto, ma sottolinea l’importanza della lotta per i diritti all’emancipazione, ricordando le conquiste sociali, economiche, politiche e portando l’attenzione su questioni come l’uguaglianza di genere, i diritti riproduttivi, le discriminazioni e le violenze contro le donne. Non dimentichiamoci che quella data è la ricorrenza di un tragico evento accaduto in America nel 1908, dove centinaia di operaie trovarono la morte a causa di un incendio scoppiato in fabbrica. 

Ma torniamo alla dott.ssa Mazzarella, che per il suo ristretto ed intimo pubblico di eleganti donne ha scelto una location da favola a Locorotondo, città che ho avuto modo di apprezzare quando lavoravo a Martina Franca come docente di scienze motorie, una delle zone più belle della nostra Puglia.

“Il collagene è la proteina maggiormente presente nel nostro organismo, circa il 25% delle proteine totali, pari al 6% del nostro peso corporeo - ha spiegato la dottoressa -. Le cellule deputate alla produzione del nostro collagene tendono ad invecchiare con il tempo e la carenza estrogenica accelera nelle donne questo processo di invecchiamento cellulare, ecco che l’assunzione del collagene orale permette una biostimolazione cellulare che fa sì che i fibroblasti si “risveglino” e riprendano la loro produzione di collagene endogeno”. 

Tra le questioni di maggiore interesse, c’è quella di come orientarsi nella scelta del tipo di collagene da assumere. “Esistono vari tipi di collagene ed in differenti formulazioni, esiste il collagene bovino, il suino, il collagene marino ed ora anche di pollo - mette in chiaro Mazzarella -. Esiste la formulazione in compresse, in stick, liquidi pronti da bere o in polvere insapore da sciogliere in qualsiasi bevanda. Insomma, c’è un mondo intorno al collagene".

"Quello che bisogna sapere con chiarezza è che il collagene assunto deve avere una giusta concentrazione, non inferiore ai 2,5 g per stick ed il giusto peso molecolare, altrimenti non viene assorbito dal nostro intestino e non riesce ad interagire con i fibroblasti. Non tutti i tipi di collagene sono uguali e bisogna ben documentarsi prima di assumerlo. Un’attenzione ai prodotti che ingeriamo è sempre consigliata soprattutto perché dovremo farlo per un periodo lungo, di almeno quattro mesi consecutivi, con periodi di pausa tra un ciclo di assunzione e l’altro”.

Importante anche conoscere per le pazienti inserite in un percorso oncologico, che sono in menopausa e che non possono fare terapia ormonale, se e in quale modo possano assumere collagene. Anche in questo caso, giunge la risposta dell’esperta: “Esistono vari studi in letteratura che documentano la possibilità di assumere integrazione di collagene da parte di pazienti oncologici, per cui non vi è alcuna controindicazione. In una società in cui la donna afferma sempre di più sé stessa ed il proprio ruolo, non possiamo non prenderci cura del nostro benessere".

"Si parla di terapia “anti aging. Dopo i 45 anni inizia una importante carenza ormonale, dopo i 50 anni parliamo di menopausa conclamata. Ecco che le terapie ormonali quando possibili, accompagnate dalle giuste terapie integrative, sono alla base del benessere psico fisico della donna e rallentano il processo di invecchiamento non solo in termini puramente estetici, ma soprattutto in termini di qualità di vita che ha un impatto sulla quotidianità di ognuno e sull’intera spesa sociosanitaria”. Parola di Nutrizionista.

*Biologa Nutrizionista iscritta all’Albo dei Biologi
Docente di Scienze Motorie e Sportive 

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