Vigna Nocelli, era intossicazione alimentare: disposta la chiusura provvisoria dopo ispezione congiunta

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È stata un’intossicazione alimentare, a confermarlo sono i referti medici rilasciati dai Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Timoteo” di Termoli e dell’Ospedale “San Pio da Pietrelcina” di Vasto. Giovedì scorso, l’Attacco raccontò di trenta casi di tossinfezione alimentare causati dall’ingestione di ostriche avariate dopo un banchetto presso il Grand Hotel Vigna Nocelli. Narrazione prontamente smentita dalla versione del gestore e proprietario Pino Di Carlo, che parlò invece di un virus intestinale particolarmente aggressivo. Sabato scorso, l’Attacco rilanciò una nuova ipotesi, che spiegava come la causa dell’intossicazione non risiedesse nel consumo di pesce crudo avariato – come confermato dalle numerose testimonianze arrivate a l’Attacco dagli intossicati alle prime comunioni del 3 maggio scorso –, ma potesse essere correlata ad alcuni difetti in capo all’approvvigionamento idrico. Nella stessa giornata, a l’Attacco giunse la notizia della chiusura provvisoria della struttura. Nonostante i tentativi di verificare l’imbeccata, non ricevemmo un riscontro tale da poter confermare quanto segnalato, nonostante la certezza che fossero stati eseguiti dei controlli. Ieri, però, è emerso ciò che fino ad ora era rimasto celato. Dopo l’ennesima verifica de l’Attacco sul caso Vigna Nocelli è venuto fuori ciò che abbiamo cercato insistentemente per giorni. Alle testimonianze delle prime comunioni del 3 maggio scorso e di un matrimonio tenutosi presso il relais 5 stelle in agro di Lucera solo due giorni prima, si è aggiunto il racconto di un invitato ad un matrimonio in data 25 aprile, che ha spiegato come metà dei commensali avrebbero accusato gli stessi sintomi. Stavolta, però, non sono semplici dichiarazioni quelle registrate da l’Attacco, ma prove inconfutabili che accerterebbero come i sintomi manifestati dai convitati ai diversi banchetti presso il Grand Hotel Vigna Nocelli siano dovuti ad un’intossicazione alimentare. E nel pomeriggio di ieri è arrivata un’ulteriore conferma: è stato disposto il provvedimento di chiusura provvisoria dopo un’ispezione congiunta condotta dagli agenti del Dipartimento di Prevenzione e del Servizio Veterinario di Igiene degli Alimenti di Origine Animale della ASL Foggia. La nuova testimonianza giunta a l’Attacco rappresenta uno spartiacque decisivo per chiarire definitivamente quanto accaduto al Grand Hotel Vigna Nocelli. “Eravamo all’incirca 65 invitati. In 30 abbiamo accusato i sintomi di una sindrome gastroenterica”, ha raccontato un invitato. Gli sposi, originari di Vasto, e gli amici provenienti da Svizzera, Inghilterra, Venezia, Milano e Roma.

“Siamo arrivati venerdì sera, abbiamo pernottato e il giorno dopo è stato festeggiato il matrimonio”, prosegue nella ricostruzione. “Abbiamo consumato pesce crudo, ma tanti altri che sono stati intossicati no, tra questi anche tre bambini che hanno mangiato cotolette e patatine, due persone che avevano intolleranze e non hanno consumato pesce, e altre quattro che avevano scelto il menù carne e non hanno neanche assaggiato il pesce”, precisa. “Il giorno dopo, durante il viaggio di ritorno verso Roma, la mia ragazza ha accusato i primi sintomi. A seguire gli altri invitati. Tutto nel giro delle 24-30 ore successive”. Addirittura, dieci di loro sono stati costretti a recarsi in pronto soccorso per gli accertamenti del caso. 

Ed è grazie ai referti medici rilasciati che possiamo definitivamente confermare che si sia trattata di un’intossicazione alimentare. La prima diagnosi dell’Ospedale “San Pio da Pietrelcina” è “gastroenterite febbrile in verosimile intossicazione alimentare”. Dallo stesso presidio ospedaliero, l’esito ricevuto da un altro invitato conferma una gastroenterite acuta. L’Ospedale “San Timoteo” di Termoli, al ricovero di altre due commensali, specifica ancora una volta come si tratti di un’intossicazione alimentare.

“I convitati hanno avuto un massimo di tre giorni di convalescenza, seppur per alcuni persistano alcuni sintomi residuali. Gli sposi sono volati direttamente in viaggio di nozze a Bali, dallo sposo trascorso con la dissenteria”, continua.

C’è inoltre un dettaglio che rende ancor più chiara e verosimile la narrazione offerta finora da l’Attacco. “La fidanzata di mio fratello ha fatto un ulteriore controllo. Il medico gli ha prescritto un test sierologico per rilevare la presenza di anticorpi prodotti dal sistema immunitario contro l’Helicobacter pylori ed è risultata positiva. Anche mio fratello si sottoporrà a questo esame. E lo stesso farà la mia ragazza, che manifesta ancora dei sintomi. Secondo me verranno fuori tanti positivi a questo Helicobacter”, afferma il commensale.

Di seguito, la descrizione dell’Helicobacter pylori fornita dall’Istituto Superiore di Sanità: è un batterio spiraliforme che può colonizzare la mucosa gastrica, il rivestimento dello stomaco umano. L’infezione è spesso asintomatica, ma talvolta può provocare gastrite e ulcere a livello dello stomaco o del duodeno. Le modalità con cui l’Helicobacter si trasmette sono ancora sconosciute e attualmente l’uomo è l’unico serbatoio noto di questo batterio. La modalità di trasmissione più probabile è quella orale, o oro-fecale. Altre possibili vie di contagio sono il contatto con acque o con strumenti endoscopici contaminati, ma non esistono ancora dati definitivi al riguardo.

È evidente, quindi, come acquisti sempre più valore l’ipotesi acqua contaminata. E continuano ad arrivare conferme in tal senso. Alcune fonti parlano infatti di un problema di manutenzione dell’impianto idrico, che è a circuito chiuso. La struttura, come già anticipato, non è servita da Aqp, ma si fornisce con le cisterne, e utilizza l’acqua proveniente dal Consorzio di Bonifica, che naturalmente non è potabile e può essere utilizzata solo per i servizi di pulizia e di cura del verde.

Infine, il testimone ha lanciato parole al vetriolo contro il relais situato tra Foggia e Lucera: “Spero chiuda, non è concepibile che in tre weekend abbiano fatto stare male duecento persone. Non è ammissibile che questo accada per un cinque stelle. Una persona debole o anziana, con magari anche patologie pregresse, rischia seriamente”, richiamando ai pericoli per la salute che la scarsa attenzione e cura nei confronti del cibo possano portare.

Già la scorsa settimana NAS e ASL sono stati a Vigna Nocelli, come confermava dopotutto lo stesso Di Carlo. Ma ieri pomeriggio è arrivata la convalida, già trapelata nei giorni scorsi, della chiusura provvisoria seguita al provvedimento emesso dal Dipartimento di Prevenzione e del Servizio Veterinario di Igiene degli Alimenti di Origine Animale della ASL Foggia, dopo un’ispezione condotta dagli agenti degli stessi enti.

Per ultimo, l’Attacco ha provato ad ascoltare il gestore e proprietario del relais 5 stelle per dargli la possibilità di esprimersi a proposito della ricostruzione offerta dal quotidiano. Ma nessuna risposta è arrivata dall’altro lato del telefono.

Potrebbe chiudersi qui la vicenda Vigna Nocelli, che ha visto l’Attacco unico narratore del caso. Dopo la recente notizia di sette persone intossicate, di cui una ricoverata in terapia intensiva, a Palermo per il consumo di tonno rosso, probabilmente contenente un alto livello di istamina, sostanza tossica derivata dalla degradazione delle carni di tonno, è necessario riportare l’attenzione attorno a ciò che si mangia. Ne va la salute del consumatore.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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