Mamadou Diakité porta in scena la sua storia, il viaggio che dalla Costa d’Avorio lo ha portato in Italia. Come per tanti migranti che hanno attraversato deserto, Libia e Mare Mediterraneo, anche il suo è stato un percorso durissimo, pieno di difficoltà, di paure, di incontri. Sul suo viaggio ha pensato di scriverci un testo, che Stefania Marrone della Bottega degli Apocrifi di Manfredonia ha contribuito a far diventare un monologo teatrale. Da qui, è nato il suo “Racconto personale”, lo spettacolo teatrale che andrà in scena mercoledì 20 maggio 2026, alle ore 10.00, presso l’IISS “Toniolo” di Manfredonia per fa conoscere la sua storia e sensibilizzare alunni ed alunne sul tema dell’immigrazione. 

Un momento destinato a segnare la storia della Chiesa e dell’intera comunità cittadina. È quanto emerso con forza durante la conferenza tenutasi in Cattedrale, dove tutti i relatori hanno evidenziato il valore del complesso intervento di restauro che sta interessando l’icona mariana. Tra fede, tradizione e leggenda, il Sacro Tavolo dell’Iconavetere continua ancora oggi a custodire il mistero più profondo di Foggia, simbolo identitario di devozione popolare e memoria collettiva. L’opera resterà ancora per circa un anno nei laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, dove gli specialisti sono impegnati in un delicato lavoro di recupero e conservazione. Cresce intanto l’attesa dei fedeli per il ritorno dell’Iconavetere nella Cattedrale, mentre gli studi e le analisi in corso stanno riportando alla luce dettagli nascosti, particolari antichi e nuove tracce della lunga storia del Sacro Tavolo, restituendo tasselli preziosi alla memoria religiosa e culturale della città di Foggia. Alcune anticipazioni di queste straordinarie acquisizioni sono state svelate in Cattedrale venerdì scorso, durante la conferenza dedicata al restauro dell’Iconavetere. Ad aprire i lavori, moderati da don Francesco Gioia, canonico archivista del Capitolo metropolitano di Foggia, sono stati l’arcivescovo Mons. Giorgio Ferretti e Anita Guarnieri, Soprintendente di BAT e Foggia, che hanno annunciato l’imminente avvio del restauro della cantoria situata sopra l’altare maggiore della Cattedrale. Alla relazione introduttiva della storica dell’arte foggiana Concetta Fuiano, dedicata al ruolo spirituale e identitario che il Sacro Tavolo continua ad avere per la città, sono seguiti gli interventi tecnici sul restauro. A illustrare metodologie, fasi operative e risultati emersi durante l’intervento sono stati Emanuela Daffra, soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, la docente e restauratrice Oriana Sartiani e il professore Andrea Santacesaria, che hanno guidato cittadini e fedeli in un percorso affascinante alla scoperta dell’antica immagine mariana. Negli interventi dei relatori è emersa l’ipotesi che l’Iconavetere possa essere considerata la più antica icona mariana della Puglia, rafforzando ulteriormente il valore storico e spirituale del Sacro Tavolo. “Stiamo parlando di un’icona segnata profondamente dal tempo e dalle vicende della storia: oltre mille anni attraversati da incendi, guerre, terremoti e innumerevoli eventi che ne hanno messo a dura prova la conservazione – ha detto in premessa Mons. Ferretti -. Il lavoro avviato dagli specialisti, che si concluderà nel marzo 2027, ha l’obiettivo di restituire all’opera, per quanto possibile, la sua originaria bellezza. Parliamo della patrona di questa città, di un’immagine sacra che da circa quattro secoli nessuno ha più potuto contemplare integralmente. Per i foggiani il desiderio di poter finalmente guardare il volto della Madonna è sempre rimasto vivo: finora, attraverso quel piccolo oblò scuro aperto nella preziosa riza d’argento, si è potuto soltanto intuire lo sguardo tanto amato e venerato dal popolo”. 

Tra leggenda e devozione, il Sacro Tavolo dell’Iconavetere continua a custodire il mistero più profondo della città di Foggia. Secondo la tradizione, l’antica immagine della Madonna sarebbe stata ritrovata secoli fa in una palude da alcuni pastori, guidati da luci misteriose che indicavano il luogo del prodigioso rinvenimento. Da allora, quell’icona divenne il cuore spirituale della comunità foggiana, simbolo di protezione, speranza e appartenenza. Nel corso dei secoli, il Sacro Tavolo ha attraversato guerre, terremoti e incendi, restando sempre al centro della fede popolare. Attorno alla sua immagine si sono intrecciate storie tramandate di generazione in generazione: racconti di grazie ricevute, preghiere ascoltate e momenti in cui la città intera si è stretta davanti al volto della Madonna nei tempi più difficili. Oggi, mentre l’Iconavetere si trova nei laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze per un delicato restauro, cresce l’attesa dei fedeli per il suo ritorno nella Cattedrale di Foggia. Gli studi e gli interventi di recupero stanno riportando alla luce particolari nascosti e dettagli antichi, in un lavoro impegnativo e delicato che sta restituendo nuove pagine della storia del Sacro Tavolo.

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