Un momento destinato a segnare la storia della Chiesa e dell’intera comunità cittadina. È quanto emerso con forza durante la conferenza tenutasi in Cattedrale, dove tutti i relatori hanno evidenziato il valore del complesso intervento di restauro che sta interessando l’icona mariana. Tra fede, tradizione e leggenda, il Sacro Tavolo dell’Iconavetere continua ancora oggi a custodire il mistero più profondo di Foggia, simbolo identitario di devozione popolare e memoria collettiva. L’opera resterà ancora per circa un anno nei laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, dove gli specialisti sono impegnati in un delicato lavoro di recupero e conservazione. Cresce intanto l’attesa dei fedeli per il ritorno dell’Iconavetere nella Cattedrale, mentre gli studi e le analisi in corso stanno riportando alla luce dettagli nascosti, particolari antichi e nuove tracce della lunga storia del Sacro Tavolo, restituendo tasselli preziosi alla memoria religiosa e culturale della città di Foggia. Alcune anticipazioni di queste straordinarie acquisizioni sono state svelate in Cattedrale venerdì scorso, durante la conferenza dedicata al restauro dell’Iconavetere. Ad aprire i lavori, moderati da don Francesco Gioia, canonico archivista del Capitolo metropolitano di Foggia, sono stati l’arcivescovo Mons. Giorgio Ferretti e Anita Guarnieri, Soprintendente di BAT e Foggia, che hanno annunciato l’imminente avvio del restauro della cantoria situata sopra l’altare maggiore della Cattedrale. Alla relazione introduttiva della storica dell’arte foggiana Concetta Fuiano, dedicata al ruolo spirituale e identitario che il Sacro Tavolo continua ad avere per la città, sono seguiti gli interventi tecnici sul restauro. A illustrare metodologie, fasi operative e risultati emersi durante l’intervento sono stati Emanuela Daffra, soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, la docente e restauratrice Oriana Sartiani e il professore Andrea Santacesaria, che hanno guidato cittadini e fedeli in un percorso affascinante alla scoperta dell’antica immagine mariana. Negli interventi dei relatori è emersa l’ipotesi che l’Iconavetere possa essere considerata la più antica icona mariana della Puglia, rafforzando ulteriormente il valore storico e spirituale del Sacro Tavolo. “Stiamo parlando di un’icona segnata profondamente dal tempo e dalle vicende della storia: oltre mille anni attraversati da incendi, guerre, terremoti e innumerevoli eventi che ne hanno messo a dura prova la conservazione – ha detto in premessa Mons. Ferretti -. Il lavoro avviato dagli specialisti, che si concluderà nel marzo 2027, ha l’obiettivo di restituire all’opera, per quanto possibile, la sua originaria bellezza. Parliamo della patrona di questa città, di un’immagine sacra che da circa quattro secoli nessuno ha più potuto contemplare integralmente. Per i foggiani il desiderio di poter finalmente guardare il volto della Madonna è sempre rimasto vivo: finora, attraverso quel piccolo oblò scuro aperto nella preziosa riza d’argento, si è potuto soltanto intuire lo sguardo tanto amato e venerato dal popolo”.