L’olio come una precisa scelta culturale: il concorso “L’Olio degli Chef”, ospitato all’Istituto Alberghiero di Vieste, parte proprio da qui. L’iniziativa, tenutasi nel pomeriggio del 27 maggio, ha messo attorno allo stesso tavolo quindici chef arrivati da diversi paesi del promontorio che hanno assaggiato e valutato nove oli Evo vincitori della seconda edizione del premio “Mignola d’Oro - Gargano Extra Virgin Olive Oil Award”. Un lavoro fatto sul gusto, certo, ma soprattutto sulla capacità di capire quale olio riesca davvero ad accompagnare un piatto di carne, uno di pesce o una preparazione a base di verdure. L’idea porta la firma di Sabrina Pupillo, tecnologa alimentare, assaggiatrice professionista e direttrice organizzativa della Settimana dell’Olio, che da tempo insiste su un punto preciso: l’extravergine nei ristoranti continua troppo spesso ad essere trattato come un ingrediente secondario. “Il binomio olio-ristorazione è fondamentale - commenta a l’Attacco - perché uno chef deve conoscere le caratteristiche degli extravergini per poterli abbinare nel modo corretto ai piatti. Il ristorante è anche il luogo in cui il consumatore può imparare a dare all’olio il valore che merita”.

Senza limiti d’età o di residenza, tutti possono partecipare al Laboratorio Creativo di Falegnameria sociale che sarà attivato a Deliceto nell’ambito di “Mystica Harmonia”, progetto finanziato dal PNRR Borghi. Sul sito ufficiale del Comune è possibile leggere l’avviso pubblico relativo al laboratorio. L’avviso si rivolge a tutte le persone che fossero interessate, residenti o non nel Comune di Deliceto. La partecipazione, senza limiti d'età, è gratuita e aperta. Per prendere parte alle attività è obbligatoria la compilazione e la presentazione del modulo di iscrizione, scaricabile sul sito ufficiale del Comune di Deliceto. Il modulo di iscrizione dovrà essere inviato alla pec del Comune di Deliceto all’indirizzo in calce Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., o consegnato a mano all’ufficio protocollo, avente ad oggetto “Iscrizione al Laboratorio Creativo di Falegnameria Sociale”.

La legalità a teatro. È andato in scena ieri, presso il Teatro del Fuoco di Foggia, lo spettacolo “La stanza di Agnese” di e con Sara Bevilacqua. Dietro le quinte, hanno lavorato: Osvaldo Capraro, drammaturgia; Paolo Mongelli/Marco Oliani, disegno luci; Mimmo Greco, videomaking; Daniele Guarini, organizzazione; Studio Clessidra, illustrazione e grafica; con il supporto di TRAC_ Centro di Residente Teatrale Pugliese.

Il momento più politico della serata è arrivato quando Alessandro Del Zompo ha preso il microfono e, quasi senza girarci troppo attorno, ha detto apertamente quello che molti dentro quella sala avevano già capito: “Oggi è un po’ l’ufficialità del passaggio di testimone tra Graziamaria e me”. E in effetti l’inaugurazione della mostra “Giorgio de Chirico. Ritorno al Mediterraneo”, andata in scena venerdì sera al Museo civico archeologico “Michele Petrone”, è sembrata soprattutto questo, il primo grande evento culturale dell’era Del Zompo. La serata che, simbolicamente, chiude il ciclo costruito negli ultimi anni dall’ex assessora alla Cultura Graziamaria Starace e apre quello del suo successore, chiamato a portare avanti un progetto che ormai il Comune rivendica apertamente: trasformare Vieste da semplice meta balneare a destinazione culturale stabile. Dentro il museo si respirava proprio quella sensazione lì, di continuità, ma anche di passaggio. Infatti Starace, nel frattempo diventata assessora regionale al Turismo dopo l’elezione in Consiglio regionale, resta inevitabilmente la figura politica che più di tutte ha legato il proprio nome alla svolta culturale degli ultimi anni. Ma il volto operativo del presente, adesso, è quello di Del Zompo. È stato lui a prendersi la scena nel momento più delicato, con una frase semplice, quasi buttata lì, ma pesante: “Non è facile raccogliere quello che ha fatto Graziamaria in questi anni”. Parole accolte da applausi sinceri dentro una sala piena di amministratori, tecnici, operatori culturali e curiosi arrivati per l’anteprima della mostra dedicata al maestro della Metafisica. Una mostra che porterà a Vieste, fino al 27 settembre, circa cinquanta opere tra oli, disegni e acquerelli provenienti dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma. Il percorso espositivo attraversa soprattutto l’ultima produzione dell’artista, con cavalli, paesaggi mediterranei, figure sospese e richiami alla fase neometafisica. Ma il peso politico e simbolico dell’evento è andato ben oltre la semplice inaugurazione artistica. Perché ormai da anni il Comune sta cercando di costruire un’identità diversa per la città e quella traiettoria è stata rivendicata apertamente da tutti gli interventi. Giuseppe Benvenuto, direttore artistico delle mostre viestane, ha ricostruito quasi in fila il percorso iniziato anni fa. Dalle esposizioni dedicate ad Andy Warhol fino a Banksy, passando per Oliviero Toscani, in un racconto che sembrava quasi una lunga legittimazione pubblica del lavoro fatto dall’amministrazione. “Quando si fanno le cose seriamente e con trasparenza i risultati arrivano”, ha detto Benvenuto, rivendicando la solidità delle mostre organizzate negli ultimi anni a Vieste, anche mentre in altre città esposizioni simili finivano travolte da polemiche e sequestri.

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