Cambiando pelle e provando definitivamente a fare il salto di categoria, la “Vieste en Rose 2026” si prepara a tornare nel centro storico di Vieste lunedì 1 giugno e i numeri, già adesso, raccontano un’edizione diversa dalle precedenti. Oltre cinquanta cantine selezionate dalle guide “Vini d’Italia 2026” e “Bere Bene 2026” del Gambero Rosso, etichette internazionali, giornalisti di settore in arrivo sul Gargano, masterclass dedicate e un programma che punta sempre di più a trasformare l’evento in una vera vetrina territoriale. Si va oltre, cioè, alla semplice serata dedicata ai vini rosati, puntando a diventare una manifestazione che vuole raccontare Vieste, il Gargano e l’inizio della stagione turistica pugliese attraverso enogastronomia, musica, spettacolo e centro storico. Quest’anno, poi, c’è un elemento che segna una svolta precisa: la partnership con Gambero Rosso. Una collaborazione stretta, importante, che riguarda direttamente la selezione delle cantine e la costruzione della parte tecnica e giornalistica dell’evento. Nel borgo antico arriveranno infatti giornalisti specializzati e rappresentanti del settore wine per un’esperienza immersiva tra degustazioni e territorio. In programma anche una masterclass B2B guidata da Giuseppe Carrus, curatore della guida “Vini d’Italia” del Gambero Rosso, dedicata alle diverse espressioni del vino rosato.
Un segnale chiaro di come la manifestazione stia cercando una dimensione sempre più ampia e riconoscibile anche fuori dai confini pugliesi.
“Il rosato è probabilmente il vino che più di ogni altro racconta il Mediterraneo. Non per moda, ma per natura. Luce, freschezza, bevibilità: elementi che appartengono al paesaggio prima ancora che al bicchiere”, afferma proprio Giuseppe Carrus. “In Puglia questa relazione è evidente da sempre. Qui il rosato è tradizione agricola, espressione diretta di vitigni come Negroamaro, Bombino nero e Nero di Troia. Il Gargano, con la sua luce tagliente e la vicinanza del mare, è uno scenario naturale per questo racconto”. E infatti il mare, il centro storico e l’inizio dell’estate restano gli ingredienti principali di una manifestazione che ormai da anni prova ad aprire simbolicamente la stagione turistica viestana.
La data non è casuale. Il ponte del 2 giugno, le scuole chiuse, i primi lidi ormai operativi e un centro storico che inizia a riempirsi davvero dopo le aperture “soft” della primavera rendono il primo giugno un momento strategico per il territorio. “È proprio l’evento che apre ufficialmente la stagione”, raccontano dall’organizzazione. E in effetti il senso è quello: una grande serata diffusa tra vicoli, piazze e scorci sul mare, con il pubblico che si muove tra degustazioni, musica dal vivo e stand gastronomici. Dalle 20:00 il centro storico si trasformerà infatti in un percorso del gusto a cielo aperto con wine tasting, street food, spettacoli itineranti e intrattenimento lungo le vie della città vecchia fino al concerto finale previsto nella zona di Marina Piccola.
“La Vieste en Rose rappresenta uno degli appuntamenti più attesi della nostra programmazione estiva, un evento che apre ufficialmente la stagione turistica pugliese celebrando le eccellenze del territorio in una cornice straordinaria come quella di Vieste”, dichiara a l’Attacco l’assessore ai Grandi Eventi del Comune di Vieste, Tano Paglialonga. “È una manifestazione unica, capace di coniugare il fascino del mare e del centro storico con la qualità dell’offerta enogastronomica. Protagonisti saranno i grandi vini rosati, locali, nazionali e internazionali, affiancati dalle specialità della tradizione preparate dai nostri ristoratori in formula street food”. Secondo l’assessore, l’evento rappresenta anche un’occasione importante per rafforzare il posizionamento turistico della città. “Manifestazioni come questa contribuiscono a rafforzare l’identità di Vieste come destinazione capace di coniugare bellezza paesaggistica, cultura e qualità enogastronomica, creando occasioni di incontro tra visitatori, produttori e professionisti del settore. - afferma - È proprio attraverso eventi di questo livello che il nostro territorio riesce a raccontarsi al meglio e ad aprirsi a nuove opportunità di promozione e crescita”.
E il tema della promozione territoriale torna continuamente anche nella costruzione dell’evento. Non soltanto vino, ma esperienza complessiva. Non soltanto operatori del settore, ma anche famiglie, curiosi, turisti e giovani. Chi conosce la manifestazione sa bene che il pubblico cambia nel corso della serata: nelle prime ore arrivano spesso appassionati e persone interessate soprattutto alla degustazione, poi il centro storico si riempie progressivamente, prima di famiglie con i passeggini, poi sempre più di ragazzi - attirati dalla musica - che affollano le vie fino a tarda notte. Una formula che negli anni ha funzionato e che adesso prova ad allargarsi ancora di più. “La Vieste en Rose è anche musica, spettacolo e condivisione”, aggiunge Paglialonga. “Le vie del borgo antico si animeranno con performance dal vivo e momenti di intrattenimento che accompagneranno cittadini e visitatori fino al grande show finale nella suggestiva cornice di Marina Piccola. Questo evento racconta il territorio mettendo insieme vino, cultura e ospitalità” - conclude l’assessore. Insomma, l’impegno c’è. Il resto lo deciderà la notte del primo giugno: i vicoli pieni, i calici tra le mani, la musica che sale dal centro storico e una Vieste che, ancora una volta, proverà a prendersi la scena.
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