“Non c’è più tempo. Non si possono permettere altri incendi nell’area, serve prendere una decisione”. E’ quanto emerso venerdì scorso con forza dal sopralluogo svolto, su sollecitazione di Europa Verde - Verdi di Manfredonia, nella zona dell’Oasi Lago Salso, chiusa da anni e preda di ripetuti roghi dolosi. Era stata la commissione urbanistica e ambiente del Comune sipontino presieduta da Alfredo De Luca, proprio su pressing dei Verdi, a richiedere il sopralluogo congiunto con l’ente Parco nazionale del Gargano e con Oasi Lago Salso spa in liquidazione, ma il commissario liquidatore Gianfranco Ursitti non si è fatto vedere, mentre è stato presente il commissario straordinario dell’ente Parco Raffaele di Mauro. Assenti pure sindaco e assessori. A partecipare al sopralluogo De Luca, Innocenza Starace, i componenti della commissione - Giuseppe Marasco, Massimiliano Ritucci e Michela Quitadamo – e gli ambientalisti Maurizio Marrese e Vincenzo Rizzi.
“Come Europa Verde”, spiega a l’Attacco la coportavoce provinciale Innocenza Starace, ex assessora comunale all’ambiente. “Ringraziamo la commissione urbanistica ed ambiente che ci ha permesso di capire lo stato dell’Oasi Lago Salso. Attraverso i nostri attivisti, in particolare grazie al presidente del WWF Maurizio Marrese che ha utilizzato il drone, abbiamo potuto avere uno sguardo complessivo sulla situazione. La natura resiste agli incendi per una resilienza insita in sé stessa, mentre lo stato di abbandono degli immobili e il loro degrado evidenziano la necessità di interventi immediati. Il commissario straordinario di Mauro è stato presente, attento, ha ascoltato e ha espresso la volontà di esserci e risolvere le problematiche. Il Comune di Manfredonia, a mezzo dei suoi due assessori Gentile e Valentino, non ha a tutt'oggi portato in consiglio nessuna delibera sulla sorte dell’area. Il grande assente e stato il liquidatore Ursitti, che nonostante il tempestivo avviso non è arrivato e non ha permesso di verificare lo stato di tutte le strutture, non mettendo a disposizione le chiavi. Questa fucina di biodiversità deve riprendere immediatamente la sua piena funzionalità e deve ritornare fruibile per tutta la collettività. Non c'è più tempo da perdere. In particolare ci ha colpito la sofferenza evidente dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste presenti, come è stato espresso da Vincenzo Rizzi”, conclude l’avvocata Starace.
“E’ stata anche la maniera per illustrare le attività di quest’ultimo anno, le interlocuzioni col sindaco e gli assessori competenti”, rimarca a l’Attacco di Mauro. “Io sono dell’idea che l’area vada riportata assolutamente alla fruizione di pubblico, naturalisti, associazioni, scuole. Per arrivare a tale obiettivo serve uscire dall’attuale limbo gestionale: esiste una sentenza del TAR che dà ragione al Comune di Manfredonia, il quale può tornare in possesso dei terreni, che la società in liquidazione non può più gestire. Il problema è”, sottolinea di Mauro a 4 anni di distanza dal deliberato del giudice amministrativo, “che il Comune ancora non esegue la sentenza: pur avendone la titolarità dei terreni non se li riprende. Il Parco non ha più margine di manovra dopo il TAR, mentre la spa in liquidazione deve andare verso la chiusura. Se non lo può ancora fare è perché ci sono contenziosi pendenti, che ho chiesto al liquidatore di concludere quanto prima anche tramite accordi transattivi col socio di minoranza”, il riferimento al CSN onlus.
“L’ente Parco aveva tempo fa proposto di fare dell’Oasi una riserva statale, il Comune ha espresso legittimamente una volontà diversa. Il punto è che ora il Comune deve farsi carico delle decisioni assunte e riprendersi l’area. Siamo in questa fase, l’ho illustrato in varie riunioni tra Parco e Comune svoltasi anche presso il Ministero dell’ambiente. La volontà del Comune è emersa chiaramente, ora serve un atto di indirizzo politico. L’ente Parco vuol essere quanto più collaborativo possibile per restituire al territorio una delle più belle e importanti aree umide del Sud Italia”.
“L’ente Parco è intenzionato a restituire i terreni al Comune, dove però non c’è ancora un bando né una soluzione. Sarà fatta diffida all’amministrazione comunale”, aggiunge a l’Attacco Vincenzo Rizzi, notizia confermata da di Mauro, che spiega che avverrà “nei prossimi giorni”. “Lo stato di abbandono del luogo è terrificante, il commissario liquidatore deve rispondere davanti ai soci e all’ente proprietario, ovvero il Comune, del perché sia mancata pure la manutenzione ordinaria. Raffaele di Mauro intende sbloccare la situazione di impasse, ma è necessario che il Comune si sbrighi”.
C’è preoccupazione e disappunto anche rispetto all’avviso pubblico del commissario liquidatore, scaduto il 3 giugno scorso, per l’affidamento dei terreni demaniali comunali in fida pascolo per il 2026, con prelazione ai richiedenti residenti. La concessione, anche ad imprese zootecniche e agricole di non residenti, riguarda 300 ettari totali. “Ritengo sia stato inopportuno un simile bando”, afferma Rizzi, “perché le passate amministrazioni dell’Oasi avevano sempre cercato di evitare l’ingresso di pastori esterni. Si appiccano incendi per cercare di rinnovare il pascolo, dunque prevenire sarebbe meglio che tentare di correre ai ripari dopo il danno. E’ inopportuno anche perché la spa in liquidazione non ha organico, dunque non può controllare cosa i soggetti esterni fanno nell’Oasi”.
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