“Concreto pregiudizio per la salute”: chiusura CAS Hotel Vaticano può squarciare velo del “modello Alcantara”

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La notizia non è arrivata con un comunicato ma attraverso un’ordinanza contingibile e urgente, firmata dalla Sindaca di San Giovanni Rotondo, Floriana Natale, che ordina la sospensione immediata del CAS all’Hotel Vaticano. La motivazione è molto chiara, e non si tratta di un qualche vizio formale. Piuttosto, è intervenuta l’ASL Foggia e sono state riscontrate condizioni igienico‑sanitarie tali da rappresentare un “concreto pregiudizio per la salute degli occupanti e degli operatori”. La Prefettura di Foggia ha avvisato, tra gli altri, il Comune di San Giovanni Rotondo che è intervenuto. La chiusura dell’Hotel Vaticano potrebbe rappresentare il primo vero punto di rottura in un sistema che, fino a oggi, sembrava impermeabile. Può essere la crepa che mostra cosa succede quando un modello costruito sull’urgenza incontra la realtà. Per capire la portata della decisione, bisogna tornare a quando l’Hotel Vaticano non era un CAS ma un albergo vero. Un luogo semplice, essenziale, con camere spartane ma pulite, personale giudicato “gentile”, colazioni “adeguate”, e una posizione comoda per raggiungere il santuario. Poi, tutto cambia nel 2023. L’estate è quella delle urgenze – come abbiamo raccontato ampiamente su queste colonne -, dei bandi deserti e delle strutture insufficienti. La Prefettura di Foggia ha bisogno di posti letto immediati per i richiedenti asilo trasferiti dal CARA di Borgo Mezzanone. E Alcantara Service – una società nata nel Leccese ma senza radicamento territoriale e priva di qualsivoglia esperienza pregressa – è l’unica a rispondere. L’Hotel Vaticano viene trasformato in CAS prima della gara, durante la gara e dopo la gara Quando la procedura europea ASP n. 3553399 si chiude, l’unica offerta è quella di Alcantara. Il ribasso è simbolico: un centesimo. Il prezzo pro die scende da 29,75 euro a 29,74. Il kit da 150 euro scende a 149,95. È la “gara dei centesimi”, che certifica che non c’è concorrenza. Emerge un solo operatore, che occupa gli spazi lasciati vuoti dagli altri. L’Hotel Vaticano - insieme allo Zipeto, al San Matteo e al Carriera - diventa uno dei quattro alberghi riconvertiti in CAS nel giro di pochi mesi. È il cuore del “modello Alcantara”, cioè quel sistema che cresce non per la qualità progettuale ma per la disponibilità immediata. Le evidenze dicono che si tratta di un sistema che ha trasformato l’eccezione in regola. Come ricostruito da l’Attacco già ad aprile scorso, ogni documento ha la firma di Ana Ironelys Alcantara Corporan: è lei l’amministratrice unica e legale rappresentante di Alcantara Service srl, la società che ha trasformato quattro hotel di San Giovanni Rotondo in centri di accoglienza straordinaria e che oggi gestisce anche il CAS della Casa della Carità a Manfredonia. 

La sua storia imprenditoriale è anomala, quasi dissonante rispetto alla dimensione che la società ha assunto. Nata nella Repubblica Dominicana, classe 1982, mentre la società che porta il suo nome è stata costituita nel 2017 nel Leccese. Però non opera nel Leccese, ma soltanto dove opera la Prefettura di Foggia. È un caso quasi unico nel panorama italiano: un operatore che cresce in un solo territorio e concentra tutto – fatturato, personale, strutture, appalti – dentro un perimetro strettissimo.

I bilanci raccontano una storia che non coincide con quella di un’impresa solida. Nel 2022 il fatturato era di 69.930 euro. Nel 2023 esplode a quasi 800 mila euro. Nel 2024 supera 1,6 milioni. Una crescita verticale, ma con una struttura patrimoniale che resta fragile: patrimonio netto negativo, liquidità ridotta, debiti elevati, utile minimo. E un dato che ha fatto discutere: nel bilancio 2024 compare un compenso all’amministratrice di 294.431 euro, cifra che stride con l’utile netto di poco più di undicimila euro. 

La chiusura dell’Hotel Vaticano si pone dentro la cornice dell’urgenza in tema di accoglienza. E la incrina. La struttura deve essere ripristinata “con la massima sollecitudine”. Il gestore – Alcantara Service - deve comunicare alla Prefettura, al Comune e alla ASL l’avvenuto completamento degli interventi. La riapertura, infatti, sarà possibile solo dopo un nuovo sopralluogo sanitario e una revoca formale dell’ordinanza. Fino ad allora, resta chiuso. E il sistema Alcantara perde uno dei suoi 5 pilastri in Capitanata, che garantiva accoglienza fino a 25 richiedenti asilo.

Leggendo con attenzione i documenti alla base delle aggiudicazioni, balza all’occhio che Alcantara - nelle gare del 2023 e del 2024 - non ha mai presentato protocolli sanitari solidi. Nel senso che non ha documentato competenze certificate. Il punteggio tecnico della società - nella gara europea del 2024 - è stato il più basso tra tutti gli operatori: 27,6 punti contro i 59 di Matrix; i 54,8 di Stignano e i 44 di Emmaus. 

Il ruolo dei direttori dei CAS diventa ancora più centrale, visto che sono loro gli unici referenti nei rapporti con la Prefettura. All’Hotel Vaticano – come in tutte le altre 4 strutture che fanno capo ad Alcantara -, il direttore è l’ex Sindaco di Isca sullo Ionio, Pierfrancesco Mirarchi. Una figura piuttosto schiva, quasi sfuggente dai riflettori, che sembra essere diventata più silenziosa, quasi invisibile. 

Mentre a San Giovanni Rotondo si chiude un CAS, a Manfredonia si apre un’altra storia. Nelle ultime ore si è diffusa la voce – insistente e rimbalzata sui social – che i richiedenti asilo sloggiati dall’Hotel Vaticano siano stati trasferiti alla Casa della Carità, il CAS gestito sempre da Alcantara Service. 

Una voce che circola con la velocità tipica delle notizie che trovano terreno fertile. Una voce che l’Attacco ha provato a verificare. Ma, nonostante plurimi tentativi, non è stato possibile confermare perché la gestione di quegli spazi è di esclusiva pertinenza di Alcantara Service, che non ha fornito alcuna informazione. E nel silenzio, le voci crescono.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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