Il rendiconto 2025 - approvato mercoledì scorso in Consiglio comunale - rappresenta un punto di svolta che non si può fingere di non vedere. Per la prima volta dopo anni di commissariamenti, piani di riequilibrio, tagli e contabilità da campo minato, il bilancio del Comune di Manfredonia respira. E respira davvero. I numeri – quelli veri, non quelli agitati nei post su Facebook – dicono che la situazione finanziaria è migliorata. Il primo rendiconto interamente attribuibile all’Amministrazione di Domenico la Marca è in ordine. Così tanto da meritarsi apprezzamenti anche dal presidente del Collegio dei revisori Raffaele Ciccone.

Si è conclusa a Foggia la nona edizione di “Mònde - Festa del Cinema sui Cammini”, un’intensa quattro giorni svoltasi dal 28 al 31 maggio che ha trasformato il capoluogo dauno in un vibrante laboratorio artistico. Sotto la direzione artistica del regista Luciano Toriello, la manifestazione ha visto un fitto palinsesto composto da oltre 60 eventi tra proiezioni, incontri e masterclass in diversi luoghi cardine della città, tra cui il Laltrocinema, il Teatro Giordano e l’Auditorium Santa Chiara. Le serate principali hanno visto l’accorrere di autentiche leggende del cinema mondiale, a partire dall’attore, due volte premio Oscar, Kevin Spacey, ospite venerdì 29 maggio all’Arena Mònde nella Villa Comunale per un bagno di folla condotto da Silvia Bizio nell'ambito dei “Dialoghi di Cinema”. In questa occasione a Spacey è stato conferito l’Honorary Mònde Award 2026, serata poi coronata dalla proiezione del cult “The Usual Suspects - I soliti sospetti”. A margine di questo appuntamento, la Sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, ai microfoni de l’Attacco, ha espresso l’orgoglio della città dichiarando: “Questo festival ha ormai raggiunto una vera e propria dimensione internazionale. Sono emozionata e grata per questa straordinaria pagina dedicata al cinema, all’arte e alla bellezza, e, accanto a tutto questo, c’è la gioia nel vedere l’importantissima partecipazione della collettività”. Alle parole della prima cittadina si sono affiancate quelle dell’assessora alla Cultura del Comune di Foggia, Alice Amatore, che ha espresso la sua profonda soddisfazione affermando: “Foggia ha accolto il festival in un modo meraviglioso, così come ha accolto meravigliosamente tutte le altre iniziative culturali che abbiamo proposto in questo periodo. Il Mònde ha avuto la capacità di restare radicato alla nostra identità, pur aprendo la nostra realtà a un respiro internazionale. Come amministratrice di questa città, sono davvero orgogliosa della città stessa, del festival, e della grazia con cui è questo riuscito ad abitare le piazzee gli spazi di Foggia”. Magnetica la presenza dell'attore americano Matthew Modine, che si è raccontato in un talk, condotto dalla giornalista Silvia Bizio, al Teatro Giordano. La sua partecipazione al festival, che ha arricchito il cartellone internazionale coniugando sensibilità autoriale e popolarità hollywoodiana, è stata seguita dalla proiezione di “Birdy” (1984) di Alan Parker. La rassegna ha inoltre celebrato il genio cinematografico di Terry Gilliam attraverso una masterclass e una retrospettiva che ha ripercorso oltre quarant’anni di carriera del maestro con la proiezione di pellicole iconiche quali “Brazil”, “L’esercito delle 12 scimmie” e “The Man Who Killed Don Quixote”.

Il blue carpet steso da l’Attacco lo hanno calpestato proprio tutti. L’inchiesta sulle spese folli per i concerti che non producono alcun ritorno economico è stata surclassata mediaticamente dalla bocciatura di Mònde – Festival del Cinema sui Cammini da parte di un impresario culturale, contestata da tutti (o quasi). Non sono infatti mancati gli interventi di chi naviga il settore e conosce bene la macchina della cultura, spesso utilizzata come strumento finanziario per contentare quello o quell’altro portatore di interesse, che hanno dato ragione alla linea tracciata dal quotidiano. Sul tema è intervenuto a l’Attacco Enzo Dota, esperto di marketing territoriale, che ha speso parole al miele per il festival del cinema foggiano: “Quello che è stato fatto con Mònde è una delle operazioni migliori che la città potesse fare negli ultimi trent’anni. Luciano Toriello, che non conosco, è stato davvero bravo. Perché ha fatto qualcosa che altri non fanno, cioè spendere senza intascarsi nulla. Non si può assolutamente dire che sia stata un’operazione sbagliata per Foggia, per il brand, per dare un punto di vista nuovo e pulito di una città che ha ancora qualcuno che vorrebbe migliorarla”. Ma è mancato qualcosa, chiarisce: “La comunicazione poteva essere fatta meglio. Non durante o dopo, ma prima. Probabilmente questa è stata l’unica pecca, insieme al fatto che non abbia prodotto un vero ritorno economico”. Poi vira sul discorso relativo ai concerti, sul quale l’Attacco ha dedicato un ampio approfondimento: “Quando l’impresario dice che si spendono così tanti soldi per i concerti senza un ritorno economico è verissimo. Il problema principale è che chi organizza questi concerti apre e chiude il cerchio all’evento, non lasciando mai nulla di aperto. Il concerto deve sì allietare il popolo, ma non può limitarsi a questo. Insieme all’artista deve salire sul palco anche il brand territoriale”. A mancare è una cabina di regia, spiega: “Se dopo vent’anni si parla ancora di rete, sinergie e sistema e nulla è mai cambiato è perché alla base c’è un’incompetenza fortissima. Guardate i toscani e i trentini, davanti al concerto mettono sempre il brand territoriale e dietro quel brand c’è una strategia, che a Foggia e provincia manca. Non c’è niente che può crescere se non c’è una strategia. E questa qual è? Riconoscere un brand territoriale che ancora non esiste. Se non utilizzi nessun tipo di strumento o mezzo per valorizzare i punti di interesse culturale e le possibili attività culturali da fare il giorno dopo, quella gente non la riuscirai mai a capitalizzare”.

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