La manifestazione di interesse presentata dal Comune di Foggia - curata da Alessia Cordisco, dirigente dell’Area 8 Rigenerazione Urbana - il 6 giugno scorso e inerente l’Avviso “Una Giustizia più inclusiva-Progetto SPES ((Servizi per le persone in esecuzione penale esterna)”, cofinanziato dal FESR entro il Programma Nazionale Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027 promosso dal Ministero della Giustizia, è stata ammessa al finanziamento – per un importo pari a 648.375 euro dal Dipartimento Infrastrutture e Mobilità, Sezione Opere Pubbliche e Infrastrutture della Regione Puglia.

La stazione di Cerignola Campagna cambia volto. Sono infatti terminati i primi interventi di restyling che hanno interessato sia l’area esterna sia gli spazi interni della struttura. Gli interventi esterni sono stati realizzati nell’ambito di un finanziamento dedicato alla mobilità e al trasporto pubblico, che prevede anche il potenziamento del servizio di navette a disposizione di pendolari e lavoratori diretti verso la stazione ferroviaria e la Zona Industriale. L’obiettivo è offrire un’alternativa sostenibile e più efficiente per raggiungere il luogo di lavoro e le aziende dell’area produttiva.

La seduta del Consiglio comunale che ha sancito la fine del contenzioso tra il Comune di Manfredonia e la società Gestione Tributi S.p.A. è stata uno dei pochi momenti durante i quali si è è parlato pubblicamente di una vicenda lunga, tortuosa, e per molti versi ancora irrisolta sul piano politico. La transazione approvata dalla maggioranza – 150 mila euro per chiudere la liquidazione della società, rinuncia reciproca alle pretese economiche e archiviazione delle cause – è stata presentata come un “punto di equilibrio”. Una considerazione stigmatizzata da chi, invece, ritiene che quell’equilibrio sia fragile e che, piuttosto, bisognerebbe sapere chi ha sbagliato. E arrecato squilibri alle casse pubbliche, perché si tratta di costi che, come ha ricordato il consigliere Antonio Tasso (Sipontum), “ricadono sui cittadini, configurando l’ipotesi di danno erariale”. Gestione Tributi S.p.A. nasce nel 2007 come società mista pubblico‑privata, con il Comune titolare del 60% delle azioni. Il servizio viene prorogato fino al 2017, poi ancora fino all’estate 2018, quando si sigla un “accordo ponte” di sei mesi per garantire continuità nelle attività di accertamento e riscossione. Nel 2019, la Commissione straordinaria dispone la liquidazione della società. Da quel momento, il rapporto si spezza definitivamente in un clima di crescente conflittualità. Fatture contestate, diffide, richieste di annullamento, accuse di trattenute indebite. Il Comune di Manfredonia, nel 2020, arriva persino a impugnare il bilancio della società, ritenendo irregolare la convocazione dell’assemblea dei soci. Poi, nel 2021, il colpo di scena: Gestione Tributi ottiene dal Tribunale di Bari un decreto ingiuntivo da 361.705,97 euro. Il Comune risponde con un’opposizione e con una domanda riconvenzionale da 249.948,19 euro, sostenendo che quelle somme erano state trattenute indebitamente dalla società. È l’inizio di una guerra legale che si trascina per anni. Durante l’ultima seduta consiliare, il consigliere Vincenzo Di Staso (Noi Moderati) ha ricostruito la vicenda con precisione. Le parole del suo intervento sono diventate il filo narrativo di una storia che, per troppo tempo, è rimasta confinata nelle stanze tecniche. “Dobbiamo votare la ratifica di questo provvedimento per più di qualche centinaio di migliaio di euro totalmente al buio”, ha esordito. “Perché non ci è stato detto di che cosa stiamo parlando”. Di Staso ha ricordato come la Gestione Tributi fosse stata, per anni, al centro delle contestazioni politiche di chi oggi governa la città. “Una questione che chi sta da quella parte, qualche anno fa, ne faceva una bandiera delle proprie contestazioni. Ma oggi, giustamente, cala il silenzio”.

In questa storia le date sono la parte più importante, anzi sono fondamentali per far comprendere che intorno alla serie di dieci concerti che Biagio Antonacci ha concluso trionfalmente domenica sera all’anfiteatro di Lucera, l’Amministrazione Pitta è andata in crisi vera e propria, conseguenza di un atteggiamento ondivago che è stato poi smascherato dalle stesse carte che il Sindaco ritiene abbiano fatto chiarezza.
In effetti la settimana scorsa in Consiglio comunale era accaduto un fatto storico: in quasi sei anni di guida della città, Giuseppe Pitta aveva ammesso un errore di carattere amministrativo, arrivando a definire “fuorviante” titolo e relativa delibera con cui la sua stessa Giunta aveva concesso gratuitamente l'uso del sito romano alla Pm Eventi di Lecce per allestire gli spettacolo che in realtà comprendono anche le serate “secche” di stasera con Mario Biondi e di giovedì prossimo con Nino D'Angelo
E invece non c'era alcun errore, la volontà era proprio quella, nessuno aveva capito male e il provvedimento del 15 luglio era scritto benissimo, soprattutto coerente con quelle che erano le intenzioni politiche apertamente in contrasto con gli annunci della campagna elettorale, in cui era risuonato il vanto di “far pagare il fitto agli artisti che vogliono venire a esibirsi nel sito romano”.
In effetti la procedura ha poi preso questa strada, ma chissà quanto casualmente solo a seguito dell'esplosione del caso mediatico, avvenuta tra lunedì e martedì, a cui ha contribuito anche una lettera del consigliere comunale Antonio Tutolo, con cui aveva ricordato che c'erano degli adempimenti da rispettare e che invece sarebbero stati disattesi, non solo in materia finanziaria, ma anche sulla garanzie economiche e assicurative per l'accesso al monumento.

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