Dieci edizioni sono abbastanza per poter parlare di una tradizione, ma anche per cominciare a chiedersi che cosa si possa diventare. Oleocentrica - La Settimana dell’Olio ha chiuso giovedì sera a Marina Piccola il suo decimo appuntamento e, mentre sul palco si discuteva di mercati internazionali e delle possibilità dell’extravergine garganico oltre i confini italiani, già si ragionava sul futuro della manifestazione. Non sulla sua sopravvivenza, che appare fuori discussione, ma sulla forma da darle dopo aver raggiunto una periodicità che consente a questo punto di pensare più in grande. L’assessore Del Zompo ha sgombrato il campo da dubbi - laddove ve ne fossero -, confermando alla direttrice organizzativa Sabrina Pupillo che la Settimana dell’Olio tornerà anche il prossimo anno. Un impegno accompagnato, nell’intervista rilasciata a l’Attacco, dalla consapevolezza che il format abbia bisogno di evolvere. “Si è conclusa questa decima edizione di Oleocentrica, una decima tappa di un viaggio bellissimo che ci ha portato alla scoperta dell’olio extravergine d’oliva di alta qualità”, ha detto, tracciando un bilancio “certamente positivo”. Un riscontro arrivato anzitutto dal pubblico: “I partecipanti hanno gradito molto tutte le attività, tanto che diverse sono andate sold out già al loro annuncio. Questo ci lascia ben sperare per il futuro”, rispetto al quale l’assessore alza l’asticella: “Deve guardare più in alto. Abbiamo la necessità di apportare alcuni accorgimenti e correttivi e di ampliare questo progetto in prospettiva. Avremo sicuramente novità importanti da qui alla prossima edizione”. Dieci anni hanno consentito alla Settimana dell’Olio di costruirsi un’identità riconoscibile, però, proprio la maturità raggiunta rende possibile interrogarsi anche su ciò che può essere implementato o aggiunto. Una prima riflessione riguarda il calendario, dato che, confrontandosi con alcuni produttori ha preso corpo l’ipotesi di spostare la manifestazione più avanti, verso settembre. La collocazione nell’ultima parte di agosto presenta infatti qualche difficoltà per loro: Vieste è ancora popolata da un numero enorme di visitatori, ma gli operatori e gli stessi produttori sono nel pieno delle rispettive attività e non sempre riescono a partecipare quanto vorrebbero. Inoltre il turismo agostano, più numeroso e veloce, non coincide necessariamente con quello maggiormente disposto a fermarsi per una degustazione, ascoltare il racconto di una cultivar o comprendere che cosa distingua un extravergine di qualità. Settembre offrirebbe da questo punto di vista un pubblico diverso e ritmi meno frenetici, sebbene anche questa soluzione presenti qualche problematicità: è il mese della Vieste in Love, altro appuntamento ormai consolidato, e concentrare due manifestazioni importanti nello stesso periodo rischierebbe di creare una sovrapposizione anziché un allungamento dell’offerta.
È dunque solo una possibilità e potrebbe essere uno dei temi da valutare nella costruzione dell’undicesima edizione.