Al di là del sistema creatosi attorno ai Servizi Sociali del Comune, del quale l’Attacco si sta occupando da giorni, ponendo il tema della consanguineità di taluni interessi, non va dimenticata la crisi strutturale che sta vivendo San Severo. Una crisi che non nasce da un giorno all’altro, ma che affonda le proprie radici già nella prima metà del primo decennio del nuovo millennio e che, nel tempo, ha progressivamente fatto emergere segnali di un declino poi divenuto strutturale. Tra i principali responsabili di questa deriva c’è, inevitabilmente, anche la politica. Al di là dei mesi della campagna elettorale, quando improvvisamente tornano a riempirsi piazze, comitati e agende, la classe politica sembra aver smesso di stare dentro la città, di ascoltarne i problemi e di misurarsi con la realtà quotidiana. Al posto delle risposte, troppo spesso arrivano dichiarazioni, annunci e propaganda. Parole che si susseguono, mentre le soluzioni continuano a mancare. San Severo ha progressivamente perso la propria capacità di essere punto di riferimento della provincia, non riuscendo a tenere il passo con le sfide imposte dai cambiamenti che hanno attraversato la società. E a farne le spese sono soprattutto i cittadini, molti dei quali hanno cercato fortuna altrove, alimentando un declino demografico che, ormai da anni, sembra non conoscere tregua. All’appuntamento con le prossime amministrative, previste nella primavera del 2027, i residenti della Città dei Campanili arriveranno in cabina elettorale portandosi dietro il peso di una crescente disillusione, maturata dopo anni di promesse rimaste disattese, senza dimenticare l’elevato astensionismo che potrebbe registrarsi dopo quasi un anno di commissariamento. Senza una visione e la capacità di individuare con chiarezza dove intervenire, la città rischia di rimanere al palo, trascinandosi dietro quel declino che, ormai da anni, ne condiziona il futuro, sempre più fragile e incerto. Michele Santarelli ha masticato politica per oltre trent’anni, confrontandosi con due stagioni politiche profondamente diverse e vivendo entrambe anche da primo cittadino di San Severo: Sindaco della Prima Repubblica, dal 1986 al 1990, e Sindaco della Seconda Repubblica, dal 2004 al 2009. Santarelli, intervistato da l’Attacco, ha analizzato la crisi che sta attraversando la città, provando a individuarne le cause: “Le situazioni sono tante. Non possiamo nascondere la crisi che stiamo vivendo a livello europeo e internazionale. Da tempo diciamo che i ragazzi vanno via, ma non è solo un fenomeno locale: riguarda la provincia e tutta la regione. È una crisi dettata da un cambiamento di carattere generale. È chiaro che, quando c’è una crisi così totale e così forte, le responsabilità non si possono addossare a una parte sola, ma vanno distribuite tra la politica, la scuola, la famiglia e tutti quelli che dovrebbero concorrere a rendere una città più vivibile”.

Voler essere simboli di legalità e trasparenza comporta poi l’onere quotidiano di assomigliare fino in fondo, coi fatti, alle parole che si dicono e di dover garantire quei principi e valori nel massimo grado possibile. Il Comune di Monte Sant’Angelo l’11 settembre scorso ha dato grande risalto alla comunicazione del riconoscimento nazionale per il primo cittadino Pierpaolo d’Arienzo, a cui è stata conferita la Menzione Speciale per la categoria amministratori pubblici nell’ambito della decima edizione del Premio Pio La Torre. La cerimonia di premiazione si è svolta quella mattina a Bologna, al termine del convegno “Legalità e lotta alla corruzione. Per la difesa delle istituzioni pubbliche e la tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori e di cittadine e cittadini”. Promosso da Avviso Pubblico (di cui d’Arienzo è presidente pugliese), Cgil nazionale e Fnsi - Federazione Nazionale Stampa Italiana, il Premio Pio La Torre è dedicato alla memoria del sindacalista e parlamentare ucciso da Cosa Nostra il 30 aprile 1982 insieme a Rosario Di Salvo. Il riconoscimento intende valorizzare casi di alto valore civile e politico aventi come protagonisti amministratori locali, sindacalisti, dipendenti pubblici e giornalisti che si sono distinti nella difesa della democrazia, nella prevenzione della corruzione e nell’affermazione dei valori della responsabilità e della trasparenza. Nessun chiarimento è stato invece finora fornito dall’amministrazione comunale alle opposizioni e alla comunità intera in merito alle severe osservazioni fatte dal presidente dell’ANAC – Autorità nazionale anticorruzione, Giuseppe Busia, con la delibera n.276 del 7 luglio scorso, in cui sono state rilevate “criticità e anomalie”, nonché mancante nel controllo dell’ente, rispetto all’importante appalto dei “lavori di completamento delle urbanizzazioni in continuità con Corso Garibaldi e Corso Vittorio Emanuele in ambito del programma innovativo urbano denominato contratti di quartiere Il”, procedura che ha avuto come stazione appaltante lo stesso Comune di Monte Sant'Angelo e che partiva dall’importo di 1.217.048 euro.

Il quadro appare sempre più nitido: attorno ai Servizi Sociali del Comune di San Severo si è consolidata, nel corso di almeno un decennio, una filiera di rapporti e ruoli nella quale ciascun anello sembra svolgere una funzione ben precisa. Un sistema articolato che, nel tempo, ha consentito a una cerchia di soggetti di occupare posizioni strategiche attorno a una delle voci più rilevanti della spesa sociale comunale. A San Severo, tra i nomi che ricorrono in questa rete c’è quello di Vincenzo Pacentra: già presidente del Consorzio Aranea, oggi consigliere dello stesso consorzio e presidente della cooperativa consorziata Agape. Questo, almeno, è ciò che emerge dai ruoli ufficialmente ricoperti. Ma fermarsi ai singoli incarichi significherebbe guardare soltanto alla superficie. Perché la rete costruita negli anni è ben più ampia e coinvolge una pluralità di soggetti, rapporti e interessi. Ed è proprio ricostruendo questi legami, uno dopo l’altro, che è possibile comprendere come si sia strutturato nel tempo questo sistema. La presenza di numerose cooperative all’interno di uno stesso consorzio crea inevitabilmente una fitta rete di relazioni e contatti. Ed è quanto accade con Aranea. Stando all’ultimo bilancio di esercizio, tra le socie del consorzio figurano le cooperative sociali Emmaus, Comunità sulla Strada di Emmaus, Arcobaleno, Agape, Le Radici e le Ali, Charlie fa surf, Più Servizi – Agricoltura, Ambiente e Territorio, Kairos e Scurpiddù. Ma, procedendo a ritroso nei bilanci degli esercizi precedenti, emergono anche altre cooperative. Tra queste L’Albero del Pane, Fortore Habitat Onlus, Arca di Noè, L’Isola Felice, Pietra di Scarto e Oasi. In particolare, L’Isola Felice e Oasi sono riconducibili a Giannantonio Biuso, socio della prima e presidente della seconda, anch’egli figura di riferimento nel settore. Biuso era stato eletto consigliere nel 2024 per il secondo mandato del Sindaco di Torremaggiore Emilio Di Pumpo e nominato assessore, salvo poi rassegnare le dimissioni, dopo appena quattro mesi, per motivi professionali, lasciando il posto a Enzo Quaranta. È inoltre coordinatore del movimento “Torremaggiore Sociale e Democratica”. E non è tutto. Esistono anche società nelle quali la presenza di Pacentra emerge in maniera meno evidente, come nel caso del Consorzio Mestieri Puglia. Alla costituzione del consorzio, davanti al notaio, era presente proprio Pacentra, mentre tra i componenti del consiglio di amministrazione figura Nadine Bourgeois, presidente di Aranea dal 2024. Un intreccio di nomi, incarichi e partecipazioni che trova un ulteriore riscontro nei bandi di gara del Comune di San Severo. Compaiono infatti numerosi incarichi assegnati alle cooperative riconducibili a questa rete, sia attraverso affidamenti diretti sia mediante gare d’appalto, in particolare nell’ambito del Piano Sociale di Zona. Dal 2020 al 2025, gli incarichi affidati a società nelle quali gravita il nome di Vincenzo Pacentra hanno superato complessivamente i due milioni di euro. Un insieme di attività che restituisce la dimensione di una presenza particolarmente significativa nel sistema dei Servizi Sociali.

Nel marasma generale di Palazzo Celestini, riemerge una storia che affonda le radici in oltre un anno fa: quella delle segnalazioni reiterate inviate al Comune di San Severo dall’ingegnere Giovanni Florio nei confronti del dirigente dell’Area V, Fabio Mucilli, con le quali chiedeva di approfondire alcune anomalie nelle gare d’appalto. La relazione predisposta dall’ingegnere sanseverese fu poi presa in carico dall’allora assessore Carmine Esposto, entrato in Giunta nel luglio 2025. Nel frattempo, il vice segretario nazionale vicario della DIREL (Federazione Nazionale Dirigenti e Direttivi degli Enti Locali e Sanità), Micky de Finis, salì a Palazzo Celestini per chiedere con fermezza che venissero interrotti gli approfondimenti avviati da Esposto. A distanza di oltre tre mesi dalla conclusione dell’esperienza amministrativa guidata da Lidya Colangelo, l’ex assessore ha consegnato a l’Attacco una lettera.

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