Nonostante la replica di Napoleone Cera a l’Attacco, permangono diversi interrogativi attorno al contributo regionale da 100mila euro destinato al SanMarké Fest, il festival delle radici di San Marco in Lamis organizzato la scorsa estate dal circolo Acli San Giuseppe. Il consigliere regionale della Lega ha respinto con decisione qualsiasi ricostruzione che colleghi quel finanziamento al suo voto favorevole al bilancio regionale sostenuto dall’allora assessore al Bilancio e plenipotenziario dem Raffaele Piemontese, oggi assessore alle Infrastrutture nella Giunta Decaro. Rivendicando una scelta dettata esclusivamente dai contenuti del provvedimento, Cera ha richiamato in particolare le misure riguardanti le Rsa di Troia e San Nicandro e lo screening genomico neonatale. Nessun elemento documentale consente di sostenere l’esistenza di un baratto politico. Questo resta un dato di fatto. Ma il tema sollevato da l’Attacco sui contributi nominativi inseriti nei bilanci regionali continua a interrogare la politica pugliese. Per comprendere meglio il contesto, l’Attacco ha raccolto le testimonianze di alcune fonti locali. Tutte hanno premesso un elemento che merita di essere evidenziato. “L’Acli di San Marco è una realtà seria e molto attiva sul territorio”, racconta una fonte. “Organizza iniziative culturali, attività sociali, teatro e momenti di aggregazione. Nessuno mette in discussione il lavoro che svolge da anni”. Proprio queste stesse fonti, però, spiegano che il circolo è storicamente vicino alla famiglia Cera e, in particolare, ad Angelo Cera, figura centrale della politica sammarchese degli ultimi decenni e padre di Napoleone. Sindaco della città dal 1990 al 1992 e successivamente dal 2011 al 2016, prima dell’elezione del piddino Michele Merla, Cera ha attraversato varie stagioni della politica italiana. Esponente dell’ala destra della Dc, ha poi proseguito il suo percorso nel Ppi, in Forza Italia e in altre formazioni di ispirazione cattolica come l’Udc. È stato deputato della Repubblica dal 2008 al 2018. “Parliamo di una vicinanza storica che in paese conoscono tutti”, racconta una delle persone ascoltate dal giornale. “Non significa che l’associazione sia un soggetto politico, ma è un rapporto che fa parte della storia cittadina”. È per questo motivo che il contributo regionale assume una dimensione politica. Il SanMarké Fest si è svolto nel luglio 2025, pochi mesi prima delle elezioni regionali di novembre che hanno riportato Napoleone Cera all’elezione nel Consiglio regionale tra le fila della Lega. La manifestazione, come mostra il programma ufficiale, ha ospitato volti noti dello spettacolo e dell’informazione. Da Sergio Rubini a Francesco Giorgino, fino a Marco Montrone, Attilio Romita e altri ospiti. Il festival si è mosso nel circuito riconducibile alla giornalista Manila Gorio, conduttrice della manifestazione. L’ex magistrato Luca Palamara, noto per il caso che ha investito il Csm e il sistema delle nomine nella magistratura italiana, inizialmente inserito nel programma, non ha poi partecipato all’evento. Le fonti ascoltate dal giornale non contestano la qualità dell’iniziativa, ma invitano a ridimensionarne la portata. “È stata una manifestazione piacevole, fatta bene, ma non qualcosa che abbia cambiato la vita culturale del territorio”, osserva una fonte. Un’altra aggiunge: “Francamente non abbiamo avuto la percezione di un evento destinato a diventare un appuntamento strutturale. È stata una buona iniziativa, come tante altre che vengono organizzate da associazioni locali”. Ed è proprio questo il punto che alimenta le domande. Se il finanziamento era finalizzato a sostenere un evento destinato a diventare un appuntamento identitario e permanente, il giudizio potrà essere affidato agli anni futuri. Se, invece, dovesse rimanere un’esperienza isolata, il rapporto tra l’entità del contributo e l’impatto prodotto sul territorio diventerebbe inevitabilmente oggetto di valutazione politica.

"La speranza è una trappola inventata dai padroni", lo diceva Mario Monicelli, tra i più celebri registi italiani della sua epoca. Pensare che il sistema possa mutare è una speranza costruita a tavolino da chi comanda per tenere buono il popolo. Quella stessa speranza, attesa e disattesa, degli operatori culturali che smuovono mari e monti per realizzare iniziative, eventi e attività culturali. Salvo poi incontrare la persona giusta, e quelle porte prima chiuse a chiave vengono aperte senza neppure bussare.

L’articolo pubblicato nei giorni scorsi da l'Attacco e firmato da Josef K ha acceso i riflettori su un capitolo poco conosciuto della spesa regionale pugliese. Quello dei contributi straordinari inseriti direttamente nelle leggi di bilancio e destinati a enti, associazioni, fondazioni e iniziative individuati nominativamente. Oltre 8 milioni di euro che, secondo la ricostruzione del giornale, sarebbero stati distribuiti attraverso un sistema fortemente discrezionale durante gli anni in cui Raffaele Piemontese guidava l'assessorato regionale al Bilancio. La tesi sostenuta da l'Attacco è semplice. Non vengono messe in discussione le attività finanziate, spesso legate a eventi culturali, tradizioni popolari, recupero del patrimonio, iniziative sociali o manifestazioni territoriali. Il punto riguarda invece il metodo. I beneficiari non sarebbero stati selezionati attraverso procedure competitive o graduatorie pubbliche, ma individuati direttamente negli allegati alle norme finanziarie approvate dal Consiglio regionale. Proprio questa modalità avrebbe trasformato i contributi straordinari in uno strumento di costruzione del consenso politico. Una leva importante nelle mani dell'allora assessore al Bilancio, oggi assessore regionale alle Infrastrutture e plenipotenziario del Pd in Capitanata. Un ruolo che negli anni ha consolidato il peso politico di Piemontese all'interno del centrosinistra pugliese e che gli ha consentito di diventare uno degli esponenti più influenti della politica foggiana. Tra le decine di contributi contenuti negli allegati alla legge regionale compare anche quello destinato al SantMarké Fest, il festival delle radici di San Marco in Lamis. Gli atti hanno previsto uno stanziamento di 100mila euro a favore del Circolo Acli San Giuseppe per la realizzazione della manifestazione. Si tratta di uno dei finanziamenti inseriti nominativamente nel provvedimento e rientra a pieno titolo nel meccanismo descritto dall'articolo de l'Attacco. È a questo punto che la vicenda assume una rilevanza politica. San Marco in Lamis è il comune del consigliere regionale Napoleone Cera, eletto nelle file dell'opposizione con la Lega. Lo stesso consigliere regionale ha votato a favore del bilancio sostenuto dalla maggioranza di centrosinistra, una scelta che ha provocato reazioni e polemiche all'interno del centrodestra pugliese. Nessun elemento consente di sostenere l'esistenza di uno scambio formalizzato tra il contributo destinato al festival e il voto favorevole al bilancio regionale. Gli atti disponibili non permettono di affermarlo. Ma la politica si misura anche attraverso le conseguenze e le convergenze che determinate scelte producono. Il fatto che una manifestazione beneficiaria di un contributo da 100mila euro rientri nell'area di interesse di un consigliere regionale dell'opposizione che successivamente sostiene il principale provvedimento economico della maggioranza rappresenta una circostanza destinata ad alimentare interrogativi.

Nel film All the President's Men, l'informatore “Deep Throat” sussurrava a Bob Woodward una frase diventata leggenda: "Follow the money" - “segui il denaro”. È un consiglio che vale ancora oggi. Perché quando si smette di guardare il red carpet del festival del cinema di Foggia “Mònde” e si iniziano a leggere determine, graduatorie e bilanci, la storia diventa molto più interessante del festival stesso. Quindi sì, la citazione cinematografica calza a pennello e aveva ragione “Gola Profonda”: bisogna seguire il denaro. Iniziamo dalle carte ufficiali: la Regione Puglia ha deciso con la determina dirigenziale 171/DIR/2026/00034 di assegnare un contributo pubblico di 948.598 euro per il triennio 2025-2027 al Festival del cinema “Mònde”. A questo si aggiungono ulteriori 50.000 euro di contributo straordinario regionale. Totale: 998.598 euro, quasi un milione di euro. Un primo dato curioso emerge proprio nella determina dirigenziale dello scorso 10/03/2026: a pagina 8, infatti, si legge che il contributo precedentemente determinato per l’anno 2025 nella somma di 199.998 euro viene rideterminato a 149.998. Quindi: inizialmente addirittura era stato deliberato un importo per il 2025 di quasi 200.000 euro che però viene “ridimensionato” a marzo 2026. Ma solo apparentemente: infatti, al paragrafo successivo si legge come “è derivata la disponibilità di ulteriori risorse pari a 50.000 euro da sommarsi alle residue risorse della dotazione non assegnate”. Una circostanza che, leggendo la determina, sembra essere stata successivamente compensata attraverso la riallocazione di ulteriori risorse disponibili. Questi valori non sono una stima. Si tratta di risorse pubbliche regionali assegnate definitivamente all’associazione “Archivio MAD, memorie audiovisive della Daunia” con sede a Lucera in via Appulo Sannitica 111. L’associazione – iscritta nel registro nazionale degli Enti del Terzo Settore (ETS) e registrata nel Registro Unico Nazionale terzo Settore (RUNTS) – ha come presidente Luciano Maria Toriello e come segretario Teresa Arnese. Mettiamo meglio a fuoco questa associazione e cerchiamo di capire chi sia il soggetto che ha ricevuto e gestirà questo milione di euro, giusto per provare a dare risposta alla domanda di quali siano i criteri che hanno spinto la Regione Puglia ad affidare a questo soggetto una somma così rilevante di denaro pubblico che corrisponde a quasi 1 sesto del totale dei fondi disponibili per tutta la regione intera alla voce “Sostegno alle produzioni culturali delle ICC e altre organizzazioni culturali” nel periodo 2025-2027. Leggendo il bilancio pubblico ultimo disponibile del 2024 sul portale RUNTS dell’associazione “Archivio MAD”, emerge una realtà associativa dalle dimensioni estremamente contenute. Le entrate derivanti da contributi e donazioni ammontano a poco più di 25 mila euro. Sommando l'avanzo dell'anno precedente si arriva a circa 29 mila euro di disponibilità complessive. Sono cifre che non raccontano una grande macchina organizzativa. Non raccontano una struttura con decine di dipendenti. Non raccontano una realtà che movimenta centinaia di migliaia di euro ogni anno. Raccontano invece un'associazione che nel 2024 ha avuto un volume economico complessivo inferiore a quello di molte piccole attività commerciali. Eppure la stessa associazione si appresta oggi a gestire una somma quasi quaranta volte superiore alle proprie entrate annuali dichiarate. Naturalmente questo non costituisce una prova di alcuna irregolarità. Le organizzazioni crescono. I progetti si sviluppano. I finanziamenti servono anche a questo. Ma è precisamente in casi come questi che diventa fondamentale la trasparenza.

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