Come si trattengono i giovani in un territorio dal forte decremento demografico se a lavorare sono sempre gli stessi? E come si rispetta il principio di rotazione, previsto dal Codice degli appalti, se il Comune fa innumerevoli affidamenti diretti alle solite imprese e associazioni? E’ quanto avviene ad Orsara di Puglia rispetto all’associazione turistica e culturale Orsa Maggiore e a Wild Cult società cooperativa benefit, entrambe guidate formalmente da Rocco Martino, orsarese classe 1991.

Da mesi, l’Attacco sta seguendo le tracce dell’accoglienza dei migranti in Capitanata partendo dai documenti e dalle gare. Lo abbiamo fatto perché - dietro la formula apparentemente neutra di “sistema dell’accoglienza” - si nasconde una realtà molto più articolata. Una rete ramificata di strutture gestite da società e cooperative, di associazioni e professionisti, di sindacati, enti pubblici e soggetti del terzo settore che, negli anni, si sono alternati e incrociati. Il punto di partenza dell’inchiesta è stato il sistema dei CAS della provincia di Foggia, ma presto la ricerca ha dimostrato che fermarsi ai singoli affidamenti avrebbe restituito soltanto una parte della storia. È così che - articolo dopo articolo - l’indagine ha cominciato a mettere insieme una geografia più vasta dell’accoglienza in Capitanata. Abbiamo seguito l’espansione di Alcantara Service, cercando di capire come una società nata nel 2017 sia arrivata - nel giro di pochi anni - a diventare una presenza significativa nei procedimenti della Prefettura di Foggia e, successivamente, anche in quelli della BAT. Le (poche) procedure ordinarie e quelle (più numerose) d’urgenza per le strutture di San Giovanni Rotondo, e il passaggio dall’Hotel Cicolella di San Severo alla Casa della Carità di Manfredonia: un sistema che, in più occasioni, ha dovuto fare ricorso a procedure straordinarie per garantire continuità all’accoglienza. Il valore economico dell’accoglienza cresce quando si sommano più strutture, più anni e più procedure. Meglio ancora quando succede che - nello stesso giorno - tre differenti atti di due Prefetture abbiano portato a impegni economici milionari nei confronti di Alcantara Service. Gli elenchi del personale hanno aperto un secondo livello dell’indagine. In quelle pagine, sono comparsi nomi che diventano ricorrenti. Operatori, amministrativi, responsabili e professionisti sembrano spostarsi da una struttura all’altra. Sono presenti con una società e con l’altra, passano indifferentemente da un servizio per adulti a uno dedicato ai minori stranieri non accompagnati. Il sistema che sulla carta è composto da soggetti distinti mostra così una realtà molto più dinamica, nella quale le persone possono costituire il filo di continuità che gli organigrammi societari non rendono immediatamente visibile. È stato questo il motivo per cui l’Attacco ha acceso un faro anche sulla presenza di AGH Resort nell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e, soprattutto, sulla documentazione relativa al personale impiegato nelle sue strutture. In uno di quegli elenchi - relativo all’Hotel D’Addetta di San Giovanni Rotondo – c’è un nome già incontrato nella precedente ricerca su Alcantara Service: Pierfrancesco Mirarchi. La sua, non era l’unica coincidenza. Accanto compaiono Ana Ironelys Alcantara Corporan, Clementina Sbano, Donato Stradiotti e Pasquale Leobilla: nomi provenienti da vicende e società differenti.

Non sono ancora stati resi noti né l’esito delle elezioni, svoltesi domenica scorsa, per il rinnovo degli organi del Consorzio di bonifica montana del Gargano né l’affluenza registrata ai seggi. Elezioni che si sono svolte con la partecipazione di un’unica lista, quella del presidente uscente Michele Palmieri, mentre le tre principali organizzazioni agricole – Confagricoltura, CIA e Coldiretti – hanno invitato gli associati a non recarsi ai seggi, dopo aver contestato le molteplici anomalie negli elenchi degli aventi diritto al voto e aver rinunciato, per protesta, a depositare la propria lista unitaria. Ma le elezioni del 4 ottobre si sono anche tenute a poche ore dallo svolgimento di una seduta di consiglio di amministrazione, convocata d’urgenza alle ore 20.00 di sabato 3 ottobre, in modalità telematica. Una conseguenza dell’ultimo atto da parte della Regione, quello con cui lo scorso 1° ottobre ha comunicato il diniego del visto di legittimità. Com’è noto, Bari era intervenuta – a seguito della nota congiunta delle tre organizzazioni agricole – chiedendo chiarimenti al Consorzio sugli aventi diritto al voto. La risposta era arrivata fuori tempo e comunque confermando semplicemente la bontà dell’operato dell’ente, senza spiegazioni di sorta. Da qui il diniego della Regione, che però non ha fermato le elezioni, nello sconcerto di tanti, all’interno e all’esterno del Consorzio. Il cda si è dovuto riunione, in tutta fretta, per concludere il procedimento di riesame della propria deliberazione n. 756/26, del 6 agosto scorso, resosi necessario a fronte del diniego del visto di legittimità comunicato dalla Regione Puglia, confermando la delibera medesima e quanto con essa deciso. Si sono collegati alla riunione Palmieri, il suo vice Rocco Massimiliano Coccia, Angelo Pio D’Addetta (rappresentante legale della Il Sole società agricola, srl del direttore del Consorzio Michele Tabacco), Aniello Della Malva, la ultranovantenne Libera Guerra, Nicola Mitrione e Berardino Totaro (fratello del direttore dell’ente Parco nazionale del Gargano, Vincenzo Totaro); assenti invece l’ex sindaco di San Giovanni Rotondo Michele Crisetti e il delegato della Provincia, Giosuè Del Vecchio. In attesa che dall’ente venga data notizia rispetto alle elezioni, emergono interessanti dettagli.

La Consulta delle Associazioni nasce nel 2015 su iniziativa di Arcangela De Vivo, all’epoca consigliera comunale e presidente della IV Commissione consiliare, competente per i Servizi socio-sanitari. Nel regolamento del Comune di San Severo, allegato alla deliberazione di Consiglio Comunale n. 51 del 28 giugno 2022, con Simona Venditti assessora alle Politiche Sociali, viene definito il ruolo della Consulta delle Associazioni, chiamata a svolgere una funzione consultiva e propositiva nei confronti dell’Amministrazione comunale, oltre che di coordinamento e programmazione delle attività delle associazioni che ne fanno parte. L’obiettivo è favorire la partecipazione alla vita della comunità e promuovere modalità di lavoro e progettazione capaci di superare la frammentazione delle competenze e le logiche settoriali. La Consulta favorisce inoltre la conoscenza reciproca delle risorse presenti sul territorio, lavora alla costituzione e all’ampliamento di reti per la lettura della realtà e dei suoi bisogni e promuove la partecipazione attiva alla vita sociale attraverso la condivisione di idee e progetti finalizzati al miglioramento della qualità della vita. Tra i suoi compiti rientra anche la presentazione di proposte all’Amministrazione comunale nei settori dell’ambiente, territorio e protezione; cultura, formazione e promozione del territorio; sociale ed educativa; socio-sanitaria ed assistenziale; sport, tempo libero e ricreativo. Gli organi della Consulta sono il presidente, il vicepresidente e il segretario, l’Assemblea e il Consiglio direttivo. Il presidente, eletto dall’Assemblea, rappresenta la Consulta nelle sedi istituzionali, convoca e presiede le riunioni dell’Assemblea e del Consiglio direttivo ed esercita il potere decisionale e gestionale nel rispetto delle competenze degli altri organi. La carica è incompatibile con quella di consigliere o amministratore regionale, provinciale o comunale, nonché con quella di parlamentare.

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