Per la struttura di Spinazzola via Pozzo del Pero 15 – angolo via Cavour 150, la manifestazione di interesse di Alcantara Service arriva il 4 agosto 2025. La Prefettura BAT la qualifica come “singola unità abitativa” e la convenzione spiega che si tratta di una struttura immobiliare ad uso abitativo nella quale gli ospiti possono gestire autonomamente la preparazione dei pasti, la lavanderia, la pulizia e l’igiene ambientale, mentre gli altri servizi vengono forniti in rete dal gestore. Dunque il modello è completamente diverso dagli altri, dal momento che Alcantara Service non gestisce una struttura alberghiera trasformata in CAS, ma una vera e propria unità immobiliare destinata all’abitazione. Gli arredi minimi espressamente indicati nella convenzione comprendono letto, comodino, contenitore per gli abiti, cucina, frigorifero, mobile pensile per stoviglie, tavolo, sedie, specchio e mobiletto da bagno. Il provvedimento di aggiudicazione è datato 17 settembre 2025 e la convenzione – 24 mesi rinnovabili per altri 6 - viene sottoscritta il 29 settembre 2025. Nel ruolo TARI 2016 del Comune di Spinazzola si legge l’indirizzo di via Cavour 150 con una superficie imponibile indicata di 70 mq. Nello stesso archivio tributario, via Pozzo del Pero 15 risulta di 10 mq. La seconda struttura messa a disposizione da Alcantara Service per richiedenti asilo è ubicata sulla S.P. 231, indicata negli atti urbanistici del Comune di Canosa di Puglia anche come S.P. 2. La società associata storicamente all’Hotel Queen Victoria è Airene S.r.l., che risulta iscritta nel 2002 e il suo codice attività è quello degli “alberghi e strutture simili”. L’indirizzo societario è lo stesso dell’hotel. Dagli atti del Comune risalenti al 2012, si legge il nome di Luciano Papagna come rappresentante legale di Airene S.r.l. , ma negli archivi commerciali compare anche la ditta individuale “Hotel Queen Victoria di D’Elisa Francesco”, la cui posizione risulta oggi cessata. L’hotel disponeva di 34 camere e veniva descritto come dotato di un ristorante panoramico, sale e salotti per riunioni, congressi, cene di lavoro e serate di gala, nonché una sala per ricevimenti nuziali.

Con la Determinazione n. 65 del 10 marzo 2026, il Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio – Sezione Tutela e Valorizzazione dei Patrimoni Culturali della Regione Puglia ha inserito ufficialmente il Teatro Comunale Giuseppe Verdi nel piano di interventi dedicato alla valorizzazione del ruolo della cultura nei processi di inclusione e innovazione. Il tempio della cultura sanseverese è stato ammesso a un finanziamento di 2 milioni e 774 mila euro, destinato a interventi di valorizzazione e innovazione della struttura. Gli interventi previsti sono finalizzati al superamento delle barriere e al miglioramento dell’accessibilità fisica e culturale, al fine di favorire l’integrazione sociale e ampliare le opportunità di partecipazione alla vita culturale. Il progetto prevede inoltre soluzioni tecnologiche innovative, destinate a contrastare la povertà educativa, promuovere l’inclusione sociale e rafforzare l’offerta culturale della città. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla sostenibilità ambientale e all’efficienza energetica: saranno utilizzati materiali di qualità, pavimentazioni fonoassorbenti, illuminazione LED e impianti efficienti, mentre l’introduzione di sistemi di domotica consentirà di semplificare la gestione e ridurre i consumi energetici. L’investimento è inoltre coerente con i principi DNSH e con gli obiettivi della transizione ecologica. Ma quali sono le tempistiche previste per l’avvio dei lavori? È la domanda che si è posta l’Attacco, che nella mattinata di ieri è entrato nel cuore del teatro per un sopralluogo in vista della stagione teatrale 2026/2027. Una stagione che, al momento, resta avvolta dall’incertezza. Ci sarà oppure no? I più pessimisti sembrano ormai escluderlo, mentre i più ottimisti conservano ancora una flebile speranza. Quel che è certo è che la stagione di prosa è a rischio e, con essa, la possibilità che uno dei teatri cittadini più belli e significativi del Sud Italia possa restare vuoto proprio nel corso della prossima stagione.

Il settore nostrano della ristorazione appare in via di cambiamento anche non solo per le dinamiche che stanno interessando, a livello più generale, tale comparto ma anche per il ricambio generazionale che si sta registrando nel Gargano. Un nome su cui tanti addetti ai lavori scommettono con forza è quello del 39enne viestano Andrea Miacola, chef e patron del ristorante La Ripa, situato nel centro storico della città del Pizzomunno. Formatosi dapprima presso lo storico istituto alberghiero di Vieste, il Mattei, e poi a Parma in Alma, il più autorevole centro per l'alta formazione in cucina e nell'ospitalità italiana a livello internazionale, Miacola ha poi lavorato con alcuni dei più grandi nomi: Del Cambio a Torino, Cracco a Milano, Le Calandre dei fratelli Alajmo, poi in Olanda (nel De Librije di Jonnie Boer, tre stelle Michelin) e Danimarca (Era Ora di Elvio Milleri). Infine, pochi anni fa, la scelta di tornare a Vieste per guidare il ristorante di famiglia con la madre Anna e il fratello Marcello.

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