Altro che “Odio i lunedì”, come cantava Vasco Rossi. Non serve nemmeno scomodare la teoria del “blue monday” – cioè il terzo lunedì di gennaio -, che sarebbe il giorno più triste dell’anno. Al contrario, c’è chi in un solo lunedì ha visto crescere la sua società per più di quattro milioni di euro: 4.176.819,26 per l’esattezza. Mischiando il sacro col profano, si può dire che mentre a Monte Sant’Angelo festeggiavano San Michele Arcangelo, da qualche altra parte c’era la signora Ana Ironelys Alcantara Corporan che aveva i suoi buoni quattro milioni di motivi per festeggiare. In quel 29 settembre 2025, ha ricevuto la gestione di ben tre centri d’accoglienza migranti da due Prefetture diverse. Tre atti separati ma tutti nello stesso giorno! La prima aggiudicazione è quella del CAS di Manfredonia presso la Casa della Carità, per un valore pari a 2.788.170 euro. Come ampiamente documentato su queste stesse colonne, Alcantara Service non disponeva di un immobile dove accogliere tra 50 e 100 migranti richiedenti asilo dopo che aveva segnalato alla Prefettura di Foggia che la sede proposta – l’Hotel Cicolella, a San Severo – aveva subìto danneggiamenti. Soltanto mesi dopo aver ricevuto comunque l’aggiudicazione provvisoria era stato firmato il contratto di locazione per destinare una parte della struttura - che ospita anche la Caritas diocesana guidata da don Luciano Vergura – ad alcuni richiedenti asilo che si trovavano al CARA di Borgo Mezzanone. Finora, erano emerse le gare della Prefettura di Foggia a cui aveva preso parte: senza esito favorevole quando c’erano altri concorrenti, invece con successo quando si presentava in solitaria. In questo modo, si è aggiudicata dapprima la gestione di quattro centri per richiedenti asilo nel territorio di San Giovanni Rotondo e, poi, di un ulteriore CAS a Manfredonia. Ma anche la Prefettura di Barletta-Andria-Trani va aggiunta a pieno titolo nella storia dei rapporti pubblici di Alcantara Service. Da nuove e capillari verifiche sulla documentazione amministrativa, emergono due aggiudicazioni ufficialmente pubblicate dalla Prefettura di Barletta-Andria-Trani il 29 settembre 2025 e affidate entrambe alla stessa società: Alcantara Service S.r.l.. Si tratta di due procedure formalmente distinte - con caratteristiche molto diverse - accomunate però dal medesimo operatore economico e dalla medesima struttura amministrativa che le ha condotte. La prima procedura porta il CIG B82D574DA4, la seconda il CIG B83FC48A69. Nei dati strutturati consultabili attraverso ANAC, le due aggiudicazioni hanno un valore rispettivamente di circa 655.465 euro e 733.184 euro, per un totale di 1.388.649 euro. È una cifra che non va confusa con quanto effettivamente pagato all’impresa, perché i contratti prevedono corrispettivi legati alle presenze effettive e, in alcuni casi, alle prestazioni aggiuntive. La Prefettura BAT pubblica il 28 gennaio 2025 un avviso esplorativo finalizzato a individuare operatori economici da invitare a una successiva procedura negoziata senza bando, ai sensi dell’articolo 76 del decreto legislativo 36 del 2023. L’avviso viene poi prorogato - il 23 aprile - fino al 30 settembre 2025. La finalità dichiarata negli atti è quella di reperire nuovi gestori e nuove strutture per fronteggiare le necessità di accoglienza sul territorio.

L’inizio di settembre coincide coi primi bilanci nel Gargano, dove tanti hotel stanno per chiudere i battenti al termine della stagione estiva. Sono ancora estremamente parziali i dati relativi agli arrivi e alle presenze in provincia di Foggia: quelli finora pubblicati dal portale dell’agenzia regionale Aret Pugliapromozione consentono di avere un quadro del movimento turistico del 2026 solo fino a giugno, rispetto all'anno 2025, peraltro con un tasso di copertura statistica per l’anno in corso pari all’84% (per i posti letto l’86%). Ebbene, fino a giugno rispetto al medesimo periodo dell’anno scorso gli arrivi nella provincia daunia erano -34mila, le presenze -75mila. Una diminuzione che non stupisce, considerando che già da diversi anni la Capitanata era il territorio pugliese che cresceva meno, nel confronto con le altre province del Tacco d’Italia. In una terra caratterizzata dall’altissima stagionalità, dove il turismo è incentrato tuttora in netta prevalenza sui tre mesi estivi, serve attendere per capire come sia andata la stagione, ma si sono già levate diverse lamentele da parte di esercenti e ristoratori. Nomi notissimi come quelli degli chef e patron Leonardo Vescera (Il Capriccio al porto e Il Capriccio al faro, a Vieste) e Nazario Biscotti (Le antiche sere, a Lesina), il quale da ultimo ieri, su queste colonne, ha parlato della “stagione più deludente dopo 27 anni di ristorazione a Lesina”. Mentre il loro collega Gegè Mangano (Li Jalantuumene, Monte Sant’Angelo) ha deciso di lasciare la città Unesco e di aprire nelle prossime settimane un ristorante a Milano (dove raggiungerà la propria figlia) insieme ad altri due soci. Il calo delle presenze turistiche e il ridotto potere d’acquisto dei consumatori, uniti ai costi maggiorati per chi fa impresa, continueranno a far discutere. L’Attacco ha intervistato un esperto di turismo quale Federico Massimo Ceschin e chi va avanti con successo nel settore della ristorazione, come Domenico Cilenti. Un settore che sta registrando un interessando ricambio generazionale, come mostra la storia di Andrea Miacola.

Vieste, la regina del turismo garganico, nell’estate 2026 ha registrato alcune novità nel comparto della ristorazione. Leonardo Vescera, chef e patron dello storico ristorante Il Capriccio, ha aperto il nuovissimo Il Capriccio al faro, situato proprio di fronte all’isolotto di Sant’Eufemia. Sushi e non solo, in una location assai diversa da quella del porto turistico e su cui Vescera scommette parecchio. Al momento il viestano garantisce che resterà operativa anche la sede nel Marina, che appare da un po’ in fase calante e dove lo si può trovare a pranzo. Nei giorni scorsi ha suscitato un ampio dibattito l’ammissione, da parte di Vescera, del periodo negativo per i ristoranti per una sensibile riduzione di potere d’acquisto e presenze, ma già nel 2023 a l’Attacco aveva lamentato i danni arrecati, a suo dire, dal netto ridimensionamento dei consumi. Vescera avrebbe intuito le potenzialità della zona del faro, dove oggi già accoglie la clientela a cena. C’è chi ritiene la decisione di spostarsi strategica e collegata alla futura apertura presso il faro – si dice il prossimo anno - da parte dell’imprenditore di origini viestane Andrea Azzarone, amministratore unico di Le Voilà Banqueting srl e della holding Bar Banqueting srl.

In attesa che l’agenzia regionale Aret Pugliapromozione pubblichi i dati di luglio e agosto relativi ad arrivi e presenze nel Gargano, il traino del turismo in Capitanata - dopo quelli di giugno che evidenziavano una chiara diminuzione rispetto ai primi sei mesi del 2025 e dopo le lagnanze degli addetti ai lavori - una riflessione si impone anche sullo stato di salute della ristorazione. Le minori presenze e i più limitati consumi da parte degli italiani ha inevitabilmente inciso sugli affari, ma non solo. La sensazione è che si sia davanti alla chiusura di una fase, ad un momento di ricambio generazionale. Negli ultimi decenni i protagonisti del comparto sono stati quattro chef e patron di altrettanti ristoranti: Gegè Mangano (Li Jalantuumene, Monte Sant’Angelo), Nazario Biscotti (Le antiche sere, Lesina), Domenico Cilenti (Porta di Basso, Peschici) e Leonardo Vescera (Il Capriccio, Vieste). Colleghi e amici, capaci di creare una rete e organizzare eventi che li vedevano uniti. Oggi Mangano è proiettato verso Milano, dove raggiungerà la figlia ed aprirà un nuovo ristorante con altri soci, dicendo addio alla città dei due siti Unesco. Vescera scommette sulla nuova location del faro viestano, mentre Cilenti va avanti dopo la perdita della Stella Michelin nell'edizione 2026 della Guida più prestigiosa (ottenuta a partire dall'edizione 2022 dopo decenni di assenza in questa provincia).

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